Bruciano l’auto per un debito di cocaina

Giulianova, due cittadini albanesi arrestati per estorsione dopo le minacce ad un quarantenne: «Diamo fuoco anche alla casa»
GIULIANOVA. Prima l’incendio della sua macchina e poi, in un drammatico crescendo, le minacce «ti bruciamo anche la casa». E’ andata avanti fino a quando lui ha scelto di raccontare e denunciare quei due cittadini albanesi che avevano iniziato a perseguitarlo a causa del mancato pagamento di alcuni quantitativi di cocaina.
Martedì sera i due sono stati arrestati con l’accusa di concorso in estorsione al termine dell’operazione organizzata dai carabinieri della compagnia di Giulianova guidati dal maggiore Domenico Calore. L’epilogo di un’indagine complessa iniziata e conclusa in meno di un mese.
Perchè è nei primi giorni di novembre che in una strada alla periferia di Giulianova prende fuoco la macchina di un quarantenne giuliese. Ad investigatori e vigili del fuoco basta poco per capire che quel fuoco è voluto e che qualcuno nella notte ha dato alle fiamme quella macchina parcheggiata davanti all’abitazione dell’uomo. Scattano i primi accertamenti e i militari ricostruiscono alcuni collegamenti tra la vittima e un gruppo di cittadini albanesi già conosciuti alle forze dell’ordine. Emerge una realtà fatta di minacce ed intimidazioni per quel debito per droga: ovvero duemila euro per delle cessioni di cocaina avute in precedenza. Ma la macchina data alle fiamme non è un caso isolato.
L’uomo racconta che le minacce sono continue e che dopo quel fatto sono arrivate quelle di morte. E non solo. Al quarantenne i due avrebbero detto anche: «se non paghi dopo la macchina bruciamo anche la tua casa».
E questo porta l’uomo a chiedere aiuto ai carabinieri. Che nella tarda serata di martedì fanno scattare la trappola in una zona isolata sul lungomare di Roseto dove i due albanesi hanno dato appuntamento all’uomo per saldare il debito di droga. Ci vanno nascondendo in macchina una mazza ferrata di sessanta centimetri, ma al momento di prendere i soldi vengono bloccati dai carabinieri appostati a pochi metri. Uno dei due alla vista dei militari cerca di scappare in una delle vie circostanti ma viene subito bloccato. In carcere sono finiti Aldo Tuda, 25 anni, e Sandri Tuda, 20 anni, entrambi residente a Sant’Egidio. I due sono stati rinchiusi nel carcere di Castrogno e nelle prossime ore compariranno davanti al giudice per l’udienza di convalida.
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