Buoni pasto e ammanchi, chiesto il processo per due commercianti

Tortoreto, sono entrambi indagati per peculato per non aver riversato le somme al Comune Richiesta di archiviazione per i due dipendenti comunali accusati di omessa denuncia
TORTORETO. La parola ora passa al gup che dovrà decidere se ci sarà un processo sul caso dei presunti ammanchi per i buoni pasto delle mense scolastiche a Tortoreto.
È questo, infatti, il passaggio successivo al provvedimento con cui il pm Laura Colica, a chiusura dell’indagine, ha chiesto il rinvio a giudizio per i due commercianti accusati di peculato e l’archiviazione per i due dipendenti comunali accusati di omessa denuncia.
L’inchiesta, scattata dopo una segnalazione arrivata dallo stesso Comune, ruota intorno all’accusa, mossa ai due rivenditori, di non aver riversato nelle casse dell’ente le somme relative alla vendita dei buoni pasto delle mense scolastiche. Da qui l’accusa di peculato, con la Procura che contesta ad un rivenditore di aver trattenuto indebitamente circa 40mila euro dal 2012 al 2014 e all’altro di non aver versato una somma di 144mila euro in un periodo compreso tra il 2013 e il 2017.
Nel corso delle indagini il pm ha anche chiesto ed ottenuto il sequestro delle somme. Sequestro che nel caso del primo rivenditore è stato di circa 12mila euro (in quanto, sempre secondo la ricostruzione fatta dalla Procura anche a seguito di ulteriori accertamenti contabili fatti dall’ente, la restante somma era stata successivamente oggetto di compensazione con le somme dovute dal Comune al privato per i libri di testo), mentre nel secondo caso ha interessato tutti i 144mila euro contestati. Nell’inchiesta erano finiti inizialmente anche due dipendenti del Comune accusati di omessa denuncia: per entrambi è stata fatta richiesta di archiviazione dopo che dalle indagini fatte sarebbe emersa la loro totale correttezza.
A presentare l’esposto che aveva dato il via alle indagini era stato il sindaco Domenico Piccioni, con l’amministrazione comunale che nel corso di alcuni controlli aveva verificato ingenti ammanchi fin dal 2012. Tanto che una volta scoperti gli ammanchi la stessa amministrazione aveva deciso di cambiare il sistema di vendita dei buoni pasto. Va detto che sul caso c’erano state numerose polemiche a livello politico e anche la costituzione di una commissione d’inchiesta per accertare i vari passaggi. Ora l’ultima parola spetta al giudice che dovrà decidere se accogliere le richieste del pm e quindi a mandare a processo i due commercianti o disporre un non luogo a procedere.
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