Buoni pasto raddoppiati, scatta la protesta

19 Maggio 2017

I genitori fanno mangiare i bimbi senza pagare e chiedono di sospendere il rincaro

TORTORETO. Quasi meglio portare i bambini al ristorante che alla mensa scolastica. Il caro-pranzo solleva un coro di proteste alla scuola dell’infanzia di Tortoreto Lido; qui, infatti, i buoni pasto sono raddoppiati mettendo in difficoltà chi economicamente non può sostenere una spesa esosa avendo più figli. La levata di scudi parte dai genitori dei bambini. Nel settembre 2016, i genitori che avevano deciso di far frequentare ai propri figli la scuola dell’infanzia avevano firmato un’iscrizione in cui erano previsti il costo della refezione della mensa pari a 2,40 euro e il contributo mensile di 25 euro. Ora sono costretti a pagare il buono pasto 4,50 euro, senza nessun preavviso da parte del Comune. Così, un blocchetto di buoni pasto sale da 48 a 90 euro. Questa è stata la decisione del commissario straordinario, Francesco Tarricone, in sede di approvazione del bilancio di previsione. L’ipotesi di un ricorso al Tar valutata dai genitori è tramontata per decorrenza dei termini e dopo che alla lettera di un avvocato inviata al Comune non è stato dato riscontro.
Per protesta i genitori come prima azione hanno indetto un “venerdì bianco” facendo mangiare a scuola i figli senza staccare il buono pasto, trovando l’adesione di quasi tutti i genitori. «A tutt’oggi il Comune non ha risposto a nessuna delle richieste fatte dai genitori», fanno sapere i rappresentanti della scuola. «La situazione è che alcune famiglie non comprano più un intero blocchetto di buoni pasto, bensì un paio di ticket, con la conseguenza che i bimbi non frequentano più tutti i giorni le attività didattiche. Il Comune di Tortoreto non ha tenuto presenti nè le fasce Isee, nè le esigenze di chi ha più figli iscritti nella stessa scuola; ci sono circa 90 famiglie in difficoltà economica sul territorio tortoretano che attualmente stanno frequentando la scuola dell’infanzia. Per di più, a settembre prossimo ci sarà anche un ulteriore aumento del trasporto scolastico da 75 euro a 100 euro a bambino».
I genitori lanciano l’appello ai candidati sindaci. «Chiediamo come prima azione di sospendere il rincaro del buono pasto e di stabilire un prezzo equo di 3,50 euro, di tener conto delle fasce Isee e di chi ha più figli nella stessa scuola. Lo stesso chiediamo per il servizio trasporto. Inoltre, invitiamo i candidati a fare in modo che venga reintrodotta la merenda pomeridiana, visto che non è stata più prevista. I nostri figli attualmente pranzano alle 12 e rimangono digiuni fino alle 16,30».
Alex De Palo
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