Buoni pasto, tabaccaio denuncia il sindaco

Tortoreto, un altro capitolo della vicenda del presunto ammanco: Piccioni e la giunta accusati di calunnia e diffamazione
TORTORETO. Uno degli ex rivenditori dei buoni pasto denuncia la giunta di Tortoreto e il sindaco Domenico Piccioni come suo responsabile. Durissime le accuse avanzate dall’esercente Emiliano Guercioni nella querela depositata venerdì direttamente negli uffici della Procura di Teramo: calunnia, diffamazione, falso ideologico e falso in atto pubblico. Oggetto della denuncia dell’esercente, che non ha fornito dettagli, secondo le indiscrezioni sarebbe una delibera prodotta e firmata nell’ambito del contenzioso in sede civile iniziato nel 2018 con la nomina di un legale per difendere le ragioni dell’ente e culminato pochi giorni fa con un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune diventato esecutivo e onorato dall’ente.
Si alza così l’asticella dello scontro sull’ammanco da 180mila euro per i proventi della vendita dei buoni pasto scolastici mai versati nelle casse comunali. La questione è scoppiata pubblicamente nel dicembre 2017 con una denuncia, quella presentata del sindaco nei confronti dei due rivenditori, che ora, dopo il termine delle indagini, potrebbero finire a processo penale con l’accusa di peculato. La denuncia del commerciante nei confronti di Piccioni è arrivata in giorni in cui il tema è di nuovo centrale nel dibattito. E’ stata presentata, infatti, all’indomani del tesissimo consiglio comunale di giovedì sera, nel quale è stata letta la relazione finale dell’indagine amministrativa della commissione consiliare di vigilanza, che ha evidenziato gravi errori e negligenze soprattutto degli uffici del municipio, ma anche decisioni «inspiegabili» assunte dall’ente dal 2012 al 2017, anni in cui il buco nelle casse si è allargato in maniera costante. La stessa posizione debitoria dell’ex rivenditore, del resto, è stata del tutto ribaltata nelle ultime settimane: a causa di versamenti effettuati ma non conteggiati inizialmente dagli uffici e a causa della compensazione tra incassi dei buoni pasto e dovuto dall’ente per la vendita dei libri di testo, infatti, il commerciante si è ritrovato in credito di alcune centinaia di euro, che il Comune gli ha dovuto versare con l’aggiunta delle spese legali per oltre 4mila euro di totale. Ma l’ente ha deciso comunque di lanciare un guanto di sfida all’ex rivenditore, annunciando, sia con delibera di giunta che con dichiarazioni del sindaco in consiglio, la volontà di avanzare anche richiesta di risarcimento per danni materiali e di immagine oltre a costituirsi in giudizio nell’eventuale processo penale.
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