Buoni spesa fra drammi e nuove povertà

19 Aprile 2020

Dietro ogni richiesta vicende difficili come quella di due giovani coniugi rimasti improvvisamente senza lavoro

TERAMO. Precari, persone sole, partite Iva, commercianti. Vite stravolte dall’emergenza coronavirus, che rischia di lasciare al palo quelle fasce di popolazione per cui la sospensione del lavoro legata alla pandemia si sta traducendo in un’emergenza economica sempre più difficile da gestire. Dietro ad ogni richiesta che in questi giorni è arrivata agli uffici comunali di Teramo per accedere ai buoni spesa ci sono volti e storie di chi è stato colpito più duramente di altri dalla crisi. Storie come quelle di una coppia di trentenni, con due bimbi piccoli, che oggi è costretta a vivere con 500 euro al mese. Una coppia sulla quale si sono abbattuti prima i problemi dell'azienda in cui lavorava la moglie, che ha perso il lavoro a fine gennaio, e poi l'emergenza Covid-19 che ha lasciato a casa, senza un lavoro, anche il marito. Tanto da costringerli, anche a fronte dell’affitto da pagare, a chiedere di poter usufruire del buono spesa.
Ma le situazioni di disagio e difficoltà sono davvero tante, ognuna diversa dall’altra. Come quella di una giovane straniera che a gennaio, quasi a fine gravidanza, è rimasta vedova. Adesso è sola, con due bimbi piccoli e il terzo nato a febbraio, poco dopo la morte del marito, senza un lavoro e con tutte le difficoltà legate alla lingua e all’emergenza. Una storia drammatica che ha avuto, come unico risvolto positivo, la grande solidarietà da parte dei vicini che dopo averla accompagnata a partorire hanno continuato a darle una mano aiutandola anche nella compilazione della domanda per i buoni spesa. A darle un sostegno c'è anche la Caritas, attraverso la consegna dei pacchi alimentari. Storie che raccontano di come l’emergenza sanitaria per molte famiglie rischi, col passare del tempo, di trasformarsi in un vero e proprio dramma. Perché se oggi molte famiglie non hanno i soldi per fare la spesa domani potrebbero non riuscire a pagare nemmeno le bollette o l’affitto. Senza considerare il disagio e i problemi che oggi stanno vivendo anche molti commercianti. Sono diversi infatti, ad aver scritto in questi giorni al Comune, raccontando di come la chiusura delle loro attività abbia comportato una forte riduzione delle entrate a parità di spesa. Commercianti che hanno chiesto informazioni sulla possibilità di richiedere il beneficio ma spiegando, dimostrando solidarietà, di non voler togliere risorse a chi magari si trova ancora più in difficoltà E c’è anche chi, dopo aver presentato la domanda, ha chiesto che venisse ritirata perché nel frattempo aveva avuto delle entrate e non voleva prendere il posto di chi invece si trova ancora in stato di bisogno. Storie che raccontano di una nuova povertà, legata alla pandemia, che nei prossimi mesi rischiano di esplodere in tutta la loro drammaticità.
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