«C’è ancora tanto da fare per una città vivibile»

Pettinaro: la pista ciclopedonale realizzata monca è l’emblema delle resistenze di chi venera il dio macchina. La politica deve compiere delle scelte coraggiose
TERAMO. Nel dibattito lanciato dal “Centro” sul futuro della città s’inserisce Giovanni Pettinaro, dirigente scolastico in pensione, poeta e animatore dell’associazione culturale Quartiere Gammarana. Il succo del suo intervento è: c’è una parte di Teramo che vuole una città sostenibile, un’altra che resiste nella difesa a oltranza dell’automobile. E la politica, chiamata a decidere per la collettività, sembra ancora tenere in grande considerazione i “sedentari”. L’esempio è la pista ciclopedonale della Gammarana, il quartiere in cui Pettinaro vive. Realizzata, sì, ma monca rispetto al progetto iniziale perché le resistenze dei residenti hanno spinto il Comune a escludere via Tripoti (guarda caso, la via più importante e trafficata della zona).
«Ritengo», scrive Pettinaro, «sia corretto e giusto valorizzare quanto sul piano urbanistico è stato progettato e realizzato in Gammarana e nella città di Teramo. Il bicchiere mezzo pieno: un percorso ciclopedonale come area per pedoni, amanti del footing, bambini e bambine, anziani e giovani, cicloamatori. Il mezzo vuoto? La Green Way? Il percorso botanico e didattico della via degli orti? Quando? Chi vivrà, vedrà!! Altro mezzo vuoto? Il percorso ciclo-pedonale lungo via Tripoti. Percorso monco, tranciato!! Da chi? Dalla incomprensione o dalla volontà dei residenti… forse!!! O da quei politici populisti che, zacchete!! hanno colto la palla al balzo? Per far che? Per collegarsi alla pancia residente o resistente della popolazione che … il dio macchina sottocasa o sottotetto o sotto… sotto, ma molto sotto!!! E i cosiddetti palestrati! Dove sono? Quelli che prima di andare in palestra vogliono parcheggiare ad un metro o a pochi metri. Irridiamo? No, prendiamo atto che la cultura della qualità della vita a Teramo deve fare molta strada o molto percorso… ancora… tempo al tempo!!!».
Pettinaro fa poi riferimento all’intervento del sindaco Brucchi nel forum “Teramo futura” e alla sua dichiarata volontà di valorizzare i parchi fluviali e prolungarli verso la costa. «Verso la costa… Un sogno… Avanti tutta sindaco!!! Io sottoscritto, Alfonso Marcozzi ed altri utopisti (o realisti???) qualche anno fa, Chiodi sindaco, percorremmo con le nostre bici il tratto Teramo Gammarana - San Nicolò ed oltre lungo un percorso che già esisteva… Poche migliaia di euro. Allora, come oggi (vedi la storia di via Tripoti), cosa mancò: la volontà politica e la lungimiranza di coloro che, cittadini e politici, sapessero vedere oltre il proprio naso… Sindaco, avanti tutta!! Coraggio. Teramo, la sua centralità, il suo essere Inter-verde o Interamnia meritano appunto coraggio per la qualità della vita, per il suo sviluppo urbanistico e civile. Torniamo alla Teramo polo industriale? Oppure Teramo città appetibile e attrattiva per innovazione urbana ed urbanistica? Città della cultura e della conoscenza? Costruiamola!! Prima però bisogna crederci e unire le forze di quei soggetti privati e pubblici, cittadini e associazioni che hanno idee e progetti. La politica? Fondamentale il suo contributo e la sua capacità di indirizzare, orientare, consolidare processi urbani, volti alla qualità del vivere e dell’essere cittadini. La dimensione politica, e quindi il sindaco e la sua giunta, hanno però anche e soprattutto la responsabilità della scelta, appunto come per il percorso ciclo-pedonale in via Tripoti. Hanno la responsabilità di scegliere, di innovare, cambiare per una città che non sia ostaggio di interessi miopi e di fiato corto. La Gammarana non è che un tassello di un progetto complessivo, organico. Questa città, la città così come è, non ha futuro. Un'altra Teramo sì! Utopia? No l’unica reale, concreta realtà: un’ altra Teramo è possibile. A meno non si ritenga che la “lamentatio” della Provincia da salvaguardare, la Prefettura, la caserma degli alpini ecc. siano le sole battaglie da fare. Queste battaglie sono giuste, ma dal fiato corto, molto corto, di retroguardia se non trainate da una Teramo che sa guardare, progettare e costruire il suo futuro: urbano e urbanistico».
Pettinaro, infine, propone ai teramani un modello. «Provocazione: Come si vive in una città senza auto? Se questa città si chiama Pontevedra, la risposta è semplice: si vive molto bene! Pontevedra è una città di 83.000 abitanti, situata a nord-ovest della Spagna. La città è in piena trasformazione. Ha ricevuto il premio europeo Intermodes 2013 a Bruxelles per la sua qualità urbana e il suo "Metrominuto", che ha ispirato quelli di Firenze e di Cagliari. Una città senza parcheggi né semafori, senza traffico né rumore di motori. Una città pedonalizzata i cui cittadini, da ormai 15 anni, si sono ripresi gli spazi prima occupati dalle autovetture. La circolazione delle automobili è consentita solo in una zona molto ristretta e con limite di velocità a 20 e 30 km/h, l'unico parcheggio disponibile è nella periferia, a dieci minuti a piedi dal centro storico e gratuito. Risultato: il traffico è diminuito del 90% nel centro della città, il 70% degli spostamenti avviene a piedi o in bicicletta e l'inquinamento è calato del 65% mentre il numero degli incidenti è passato dai 1.203 del 2000 ai 484 del 2014. In questa città restituita ai cittadini-pedoni, il commercio locale prospera, il centro è stato completamente riqualificato, scomparsi i marciapiedi, le strade non hanno più barriere ma si sono moltiplicati gli spazi verdi e le aree di gioco per i bambini che possono correre liberamente. Pontevedra? Utopia. No, realtà!!!».(d.v.)
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