C’è chi vede diavoli o animali e chi diventa schizofrenico

6 Aprile 2016

TERAMO. Il tossicodipendente che arriva al servizio di psichiatria del Mazzini è giovane, in media ha meno di 25 anni. I maschi di solito per uso di cannabinodi sintetici, mentre le donne...

TERAMO. Il tossicodipendente che arriva al servizio di psichiatria del Mazzini è giovane, in media ha meno di 25 anni. I maschi di solito per uso di cannabinodi sintetici, mentre le donne preferiscono l’ecstasy. Ultimamente c’è una nuova tendenza: i trentenni usano pasticche a scopo ricreativo, le "club drugs", solo nel fine settimana.

Acquistano le droghe su internet, se le fanno a casa o si riforniscono principalmente a Pescara, dove le nuove sostanze vengono immesse appena create. Arrivano in ospedale con crisi di ansia o psicotiche, ma molto spesso la fase allucinatoria se la vivono a casa, se riescono a resistere.

De Berardis ricorda tanti casi. «Un ragazzo di 20 anni è arrivato in pronto soccorso in preda ad allucinazioni visive: diceva di vedere ombre e fantasmi accanto alle persone e animali strani colorati che camminavano intorno e su di lui. Poi vedeva che oggetti e persone cambiavano di colore. Si era “calato” pasticche di metanfetamina una settimana prima: era rimasto in stato di allucinazione per una settimana. Alla fine l'abbiamo dovuto trattare con farmaci antipsicotici che si usano per la schizofrenia», racconta lo psichiatra. Il ragazzo si è ripreso, è andata invece meno bene a una ragazza di 21 anni. «E’ arrivata con una crisi di panico, in realtà era convinta che ci fosse un'invasione di demoni. Vedeva figure indistinte, rosse e nere. Vedeva inciso sugli alberi “666” e credeva il fidanzato fosse uno degli emissari delle “Belve di Satana”. Usava chetamina. L’abbiamo ricoverata, trattata con antipsicotici, ma con una risoluzione non totale della patologia. Crede ancora che la gente la segua, che parli mare di lei, ha deliri persecutori. Ha sviluppato disturbo schizofrenico indotto da sostanze, non distinguibile da quello non indotto». C’è poi un caso arrivato in psichiatria con un Tso: «diceva che nel laboratorio di fisica nucleare stavano rifacendo la bomba atomica. Tempestava di telefonate polizia, carabinieri, ministero degli Interni. Pensava che le falde acquifere fossero contaminate da sostanze radioattive, per cui non mangiava e non beveva da giorni. Fumava coca e anfetamina insieme», ricorda il medico.

Non sono immuni nemmeno i minorenni: «Un 16enne ha comprato on line “spice drugs” e poi si è scaricato manualetto su come modificare queste sostanze, che mischiava con uno spray nasale e aveva sparso la voce fra i coetanei. E’ stato inviato al Sert, con cui abbiamo una stretta e proficua collaborazione, e al servizio di neuropsichiatria infantile», conclude. (a.f.)

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