C’è un mese per risolvere la crisi

Il consiglio sul bilancio fissato al 14 giugno permette al centrodestra di rifiatare
TERAMO. L'approdo in consiglio tra quasi un mese del bilancio di previsione darà al sindaco Maurizio Brucchi un margine di tempo più ampio per tentare di risolvere la crisi in Comune. La data del 14 giugno, indicata dalla conferenza dei capigruppo, sfrutta la possibilità di superare la scadenza del 30 maggio riferita alla sola convocazione e rende un po' meno urgente la ricerca dei nuovi equilibri per l'eventuale rilancio della maggioranza.
Nella riunione di lunedì sera del tavolo politico, chiamato a verificare le concrete possibilità di prosecuzione della consiliatura dopo l'uscita dalla coalizione di "Al centro per Teramo", il confronto sui contenuti del "patto di prospettiva" è rimasto a metà. Brucchi ha presentato una bozza del documento che dovrebbe sancire la ritrovata compattezza della coalizione sia sulle priorità programmatiche che sulle future scelte politiche. Il sindaco completerà la stesura dell'atto nelle prossime ore, inglobando nel testo i suggerimenti propostigli dagli alleati, e domani dovrebbe ripresentarlo ai rappresentanti delle forze che ancora lo sostengono in aula. L'obiettivo minimo per la sopravvivenza dell'amministrazione ed evitare il commissariamento è blindare l'alleanza con i 17 consiglieri che garantirebbe al primo cittadino di conservare la maggioranza, anche se con uno scarto ridotto all'osso rispetto alle opposizioni. La sottoscrizione del "patto" andrà poi sottoposta ai fuoriusciti di Fratelli d'Itala-Alleanza nazionale e di "Al centro Teramo" per tentare di recuperare almeno in parte i quattro voti che in consiglio darebbero un respiro più ampio alla coalizione, riportandola quasi ai livelli numerici fissati dalle elezioni di due anni fa. Prima di considerare chiusa la partita, se si arriverà a un esito positivo per il centrodestra cittadino, sarà necessario anche un passaggio con i consiglieri che dovranno sostenere l'amministrazione fino alla scadenza del mandato e ridefinire l'organigramma della giunta e degli incarichi esterni rimessi in discussione dalla crisi.
Brucchi anche nell'ultima seduta consiliare ha ribadito che i tempi di ricostruzione del mosaico politico-amministrativo saranno brevi, ma sarebbe arrivato con il fiato cortissimo all'appuntamento decisivo con l'esame del bilancio in aula se la scadenza del 30 maggio non avesse avuto margini di tolleranza. (g.d.m.)
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