C’era una volta il sogno di “Teramello”

23 Luglio 2017

Il campo dell’Acquaviva doveva diventare la roccaforte del Teramo calcio, la sua gestione resta nell’incertezza

TERAMO. L’ambizione c’era e il nome la esprimeva tutta: Teramello. Il campo sportivo dell’Acquaviva doveva diventare la roccaforte del Teramo calcio lanciato verso la serie B. Ne erano tanto sicuri il sindaco Maurizio Brucchi, per conto del Comune proprietario dell’impianto, e il presidente della società biancorossa Luciano Campitelli, pronto ad acquisire la struttura tramite i “Piccoli diavoli” del settore giovanile, che il progetto fu presentato due anni fa con una certa enfasi sottolineata anche dal nome: Teramello, appunto. I sogni di gloria sportiva svanirono poco dopo, infranti dall’inchiesta sulla presunta combine col Savona che tolse al Teramo la promozione conquistata sul campo. L’ambizioso progetto, che avrebbe trasformato e potenziato l’impianto dell’Acquaviva con punti vendita e anche un ristorante legato alla nuova gestione, rimase comunque intatto.
Tutt’ora lo è almeno in teoria perché da quel momento in poi di passi in avanti ne sono stati fatti pochi. Anzi, è affiorato qualche dubbio in più. L’affidamento diretto al Teramo calcio, benché resti la principale realtà sportiva del territorio, non è possibile. Per l’assegnazione del campo dell’Acquaviva serve un bando pubblico e la società biancorossa, in quanto professionistica, non potrebbe partecipare in prima persona. A livello dilettantistico, però, la concorrenza è forte e la “Biancorossi”, che nel frattempo ha preso il posto dei “Piccoli diavoli”, farebbe fatica ad aggiudicarsi la struttura anche con un project financing che la vedrebbe associata all’altra compagine giovanile teramana “Bonolis”. Del bando per l’affidamento si parla da oltre un anno, ma anche in questo caso finora non ci sono state risultanze concrete. Le emergenze dello scorso inverno, tra terremoto e nevicata epocale, hanno evidentemente rallentato la procedura. Anche perché a gestirla è l’ufficio tecnico del Comune, non il settore Attività sportive, che ha già sul groppone le pratiche relative agli eventi calamitosi degli ultimi mesi. Il bando, a quanto pare, sta per essere pubblicato, ma nel frattempo è emerso un nuovo scenario per il campo dell’Acquaviva. La Virtus Teramo e il Piano della Lenta, che nella prossima stagione parteciperanno al campionato di Promozione, hanno chiesto di utilizzarlo per le loro partite. Le istanze sono arrivate in Comune un paio di giorni fa, in extremis rispetto alla scadenza del termine, e l’amministrazione le ha accolte con una prescrizione. «Le due società potranno giocare le partite su quel campo», spiega l’assessore allo sport Roberto Canzio, «ma senza pubblico».
L’impianto dell’Acquaviva non è dotato, infatti, delle infrastrutture idonee ad accogliere spettatori, come spalti, ingressi e parcheggi separati per le opposte tifoserie. Da qui deriva il vincolo dell’assenza di pubblico che, oltre a penalizzare le due squadre, potrebbe rivelarsi un ostacolo insormontabile verso l’affidamento del campo. La Lega calcio dilettanti, infatti, potrebbe ritenere inaccoglibile la prescrizione dettata dal Comune e di conseguenza non autorizzare l’uso del campo per le partite di promozione. Il destino della struttura dell’Acquaviva, insomma, resta quanto meno intricato. Per ora continuano a utilizzarla le giovanili del Teramo e altre squadre minori, ma il sogno chiamato “Teramello” è sempre più sbiadito.
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