C’è un progetto da 8,5 milioni per valorizzare il parco fluviale

Lo ha redatto per il Comune un team tutto al femminile di architetti e ingegneri: prevede nuovi arredi, 25 casette in legno da adibire a diversi servizi e aree per sport e picnic. Parte la caccia ai finanziamenti
TERAMO. C’è un progetto da 8,5 milioni di euro per il parco fluviale del Tordino e del Vezzola di Teramo. L'anello verde che abbraccia la città guarda al futuro con un'idea ambiziosa e moderna messa nero su bianco da una squadra, tutta al femminile, di architetti e ingegneri, che partendo dall'analisi dell'esistente ha immaginato forme, soluzioni, colori e servizi per il potenziamento e lo sviluppo dell'area.
IL TEAM. Il progetto, commissionato dal Comune di Teramo, è stato presentato alla stampa ieri mattina dal sindaco Gianguido D'Alberto, dagli assessori Valdo Di Bonaventura e Martina Maranella, e dai professionisti dello studio CaSe: l'architetto Serena Sorgi e l'ingegnere Caterina Cordini, che si sono avvalse della collaborazione dell'architetto paesaggista Lorenza Di Marco e dell'ingegnere Benedetta Di Giacobbe. Una squadra che ha svolto prima un'analisi dell'anello verde cittadino sotto ogni profilo: dallo studio della flora e della fauna ai varchi di accesso, dalle infrastrutture presenti ai siti di interesse archeologico, dai materiali già diffusi ai percorsi dedicati ai pedoni. Una mappatura prima di procedere con l'elaborazione di un progetto che si pone l'obiettivo di valorizzare l'area, connetterla ulteriormente con la città, renderla più accessibile. Sotto la lente di ingrandimento anche tutte le criticità che il parco, pur migliorato nel corso degli ultimi anni, patisce: barriere architettoniche, scarsa illuminazione, carenza di bagni pubblici e fontane.
IL NUOVO PARCO. Il progetto mira a valorizzare tutti i dieci chilometri di anello verde, partendo dagli accessi. Sono 19, molti inagibili o scarsamente sfruttati. Qualcuno se ne aggiungerà ex novo, come da piazzale San Francesco. Tutti saranno riqualificati e indicati con totem colorati per renderli visibili. E per restare sui colori, quello che caratterizzerà il nuovo parco sarà il pantone: un rosso che richiama il territorio e che si trova con costanza nelle ceramiche di Castelli. Sarà usato per pali dell’illuminazione, muretti, guardrail, paletti, totem. Previste 25 casette in legno da adibire a servizi diversi. La prima che nascerà sarà dedicata all'educazione ambientale, pensata soprattutto per bambini e scolaresche. Le altre saranno destinate a biblioteca, aule educative, bar, noleggio biciclette, servizi igienici. Sarà implementata l'illuminazione e realizzate zone picnic, fontanelle, aree per il gioco e una pista da skateboard nella zona del cinema Smeraldo. Il percorso pedonale diventerà ciclopedonale con terra stabilizzata. Recuperi mirati per le opere antiche come il ponte degli impiccati e degli Stucchi. E poi nuovi arredi e azioni di tutela per la flora e la fauna.
IL PRIMO LOTTO. Il progetto ammonta a 8,5 milioni di euro. Somma che il Comune conta di reperire tramite i canali di finanziamento statali ed europei. Ma un primo lotto partirà con fondi comunali: 600mila euro che verranno messi in campo per avviare alcune opere. Una casetta, un tratto di pista ciclopedonale, un totem: in piccolo si mostrerà quello che, con interventi modulari, diventerà tutto il parco.
LA CONFERENZA. Le ideatrici lo hanno definito un progetto che dialoga con la città valorizzando l'esistente e favorendo la vivibilità, mentre Di Bonaventura ha sottolineato come quello che sembra un sogno «è invece reale e il percorso per dare a Teramo un parco degno di una grande città è già iniziato». «Abbiamo scommesso su quest'area e l'estate scorsa con Natura indomita abbiamo avuto la prova che è la strada giusta», ha aggiunto Maranella. Il sindaco ha ricordato come questo processo sia figlio anche del contenitore IdeaTe, dove sono approdate proposte «valide e di pregio, segno della voglia di migliorare insieme la nostra città», ha detto.
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