Cabinovia, i Ris accertano: cavi tagliati con le cesoie

26 Giugno 2019

La consulenza tecnica disposta dalla Procura dopo l’episodio di febbraio conferma il danneggiamento sulla rete elettrica dell’impianto di risalita

TERAMO. La certezza porta la firma dei Ris. Perché sono stati i carabinieri del raggruppamento investigazioni scientifiche in un rapporto finito sul tavolo del pm Stefano Giovagnoni ad aver acclarato che i cavi elettrici del sistema della cabinovia dei Prati di Tivo «sono stati tagliati di netto con cesoie o tenaglie». Il caso è quello che risale al febbraio scorso quando, proprio in seguito alla scoperta di quei cavi recisi durante una notte e quindi quando l’impianto era fermo, la Procura aprì un’inchiesta per danneggiamento aggravato ventilando in quell’occasione anche l’ipotesi più grave di tentata strage. Ipotesi, quest’ultima, scartata nelle successive indagini.
Secondo il contenuto della denuncia fatta all’epoca i cavi elettrici del sistema di sicurezza sarebbero stati tagliati in otto punti su un pilone in prossimità della stazione di monte. Dopo la scoperta l’intervento immediato dei tecnici degli impianti, con le successive operazioni di sistemazione e messa in sicurezza, che aveva evitato il peggio. Immediata la segnalazione in Procura e successivamente la denuncia presentata all’epoca ai carabinieri da parte della nuova gestione. Partendo da un assunto: nessun incidente, nessuna causalità, ma un gesto fatto di proposito. Ora i primi accertamenti tecnici della Procura sembrano confermare questa ipotesi. Un episodio, quello avvenuto a febbraio scorso negli impianti di Prati di Tivo, che sembra ricordare quel successo il 15 agosto del 2013, quando la cabinovia non potè entrare in funzione a causa del taglio di alcuni cavi elettrici. Anche in quell’occasione un gesto fatto di proposito? Le indagini, proprio alla luce del riscontro tecnico, vanno avanti nell’obiettivo di individuare l’autore o gli autori del gesto.
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