Cabinovia, superato il collaudo: corsa per riaprire già da sabato

15 Giugno 2023

L’impianto è pronto per essere riattivato e ora si attende l’autorizzazione della Regione Il gestore Finori: «Spero di poter portare a termine la stagione estiva e di fare quella invernale»

PIETRACAMELA. La cabinovia della Madonnina di Prati di Tivo ha superato il collaudo, si sta lavorando per riattivarla già da sabato. Esito positivo ieri mattina del collaudo della cabinovia che è stato effettuato dal dirigente Pietro Marturano dell’Ansfisa ( ha sostituito l’Ustif nelle operazioni di collaudo degli impianti a fune) dopo le manutenzioni iniziate a fine maggio a opera del gestore Marco Finori.
L’impianto è, quindi, pronto per essere riattivato e si attende, dopo il benestare della Regione al piano di sicurezza, il documento di autorizzazione al pubblico esercizio sempre dall’ente regionale che potrebbe arrivare a breve.
Ieri mattina ai Prati c’è stata anche un’ispezione generale alla cabinovia del dirigente dell’ufficio ferrovie e impianti a fune della Regione Riccardo Terzini e questo fa ben sperare che il documento mancante arrivi e permetta la riapertura di sabato. Ottimista è Finori che freme di entusiasmo per riattivare l’impianto a inizio estate e non come l’anno scorso a ferragosto.
Lo scorso 5 giugno è stata anche stipulata con l’Amministrazione separata degli usi civici di Pietracamela (Asbuc) la concessione dei terreni dove insistono le attrezzature per sei mesi, quindi fino al 5 dicembre, all’importo di 17.500 euro. «È tutto pronto e ce la stiamo mettendo tutta per riattivare l’impianto sabato» ha detto Finori che va dritto per la propria strada nonostante il 7 luglio ci sia la pronuncia nel merito del tribunale di Teramo sul ricorso presentato dalla Gran Sasso Teramano (Gst) la società pubblico – privata in liquidazione proprietaria degli impianti dei Prati e di Prato Selva sull’ordinanza sempre del tribunale cche aveva autorizzato il sequestro del ramo d’azienda alla Gst e nominato Finori custode giudiziario delle attrezzature con l’incarico di amministrarle. Attrezzature che ha ripreso con l'intervento dell'ufficiale giudiziario. «Voglio riaprire la cabinovia nonostante ci sia la pronuncia di luglio che attendo con serenità», ha proseguito Finori, «sono innamorato di Prati di Tivo e spero di poter portare a termine la stagione estiva all’insegna del sole e del caldo, di aprire quella invernale e che il tribunale mi dia la possibilità di acquistare gli impianti per operare una programmazione decennale. Voglio ringraziare gli ingegneri Marturano dell'Ansfisa e Terzini della Regione che sono venuti personalmente a effettuare il collaudo e l'ispezione evitando l'allungamento dei tempi e l’Asbuc con la quale abbiamo subito trovato un accordo. Ma la Provincia e la Gst sono spariti e non mi hanno aiutato nella riapertura della stazione».
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