Cadavere in mare, trovato un cellulare

29 Giugno 2021

La Procura dispone accertamenti sui tabulati telefonici. Domani autopsia ed esame del Dna, segnalazioni da tutta Italia

ROSETO. C’è una traccia da cui partire per dare un nome al cadavere ripescato domenica al largo di Roseto. Si tratta di un telefono cellulare, un vecchissimo modello, trovato nella tasca dei resti del pantalone. Su questo la Procura (il pm che indaga è Silvia Scamurra) già nelle prossime ore farà scattare una serie di accertamenti a cominciare dai tabulati. Certo è che il lungo periodo di permanenza in acqua (sembra circa sei mesi) rende difficoltoso anche ogni riscontro di carattere tecnico.
E poi ci sarà l’autopsia che, come sempre sottolineano investigatori e inquirenti, servirà a far parlare il corpo. In questo caso, in considerazione delle condizioni del cadavere, sarà necessario un particolare accertamento medico legale con anche l’esame del Dna per eventuali comparazioni con quelli presenti nella banca data nazionale del Dna istituita nel 2017 presso la direzione centrale della Polizia Criminale del dipartimento della Pubblica Sicurezza. Si tratta di uno strumento a disposizione delle forze dell’ordine per abbattere tempi investigativi, sviluppare attività di indagine ed identificare gli autori di reati. I profili del Dna raccolti riguardano soggetti interessati da un procedimento penale. L’autopsia sarà affidata al medico legale Cristian D’Ovidio e dovrebbe essere effettuata nella giornata di domani. Il corpo, visto il tempo trascorso in acqua, è avanzato stato di decomposizione e questo, naturalmente, rende difficoltoso a un primo esame esterno escludere segni di morte violenta.
E intanto dopo la notizia del ritrovamento del corpo decine sono state le segnalazioni arrivate da tutta Italia e che riguardano persone scomparse. Sembra anche che nella mattinata di ieri fosse stata individuata una pista per arrivare all’identificazione dell’uomo, ma dopo qualche ora si è rivelata del tutto infondata.
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