Cade in bici su una buca Condannato il Comune

Il tribunale accoglie la domanda di un ciclista di Silvi rimasto ferito a Pineto L’amministrazione e l’assicurazione si erano rifiutate di risarcire il danno
PINETO. Se un ciclista cade e si fa male a causa di una buca sulla strada, la colpa è del Comune che deve pagare i danni. Lo ha stabilito il giudice del tribunale di Teramo Carla Fazzini che ha condannato il Comune di Pineto a risarcire a un ciclista di Silvi 14.259 euro di danni, oltre a 3.224 euro di spese processuali e 3.000 di spese legali. Somma che dovrà essere coperta dalla compagnia assicurativa, con la quale il Comune aveva stipulato una polizza che in un primo momento si era rifiutata di riconoscere il risarcimento.
La sentenza, pronunciata il 6 luglio scorso, riguarda la causa civile intentata da L.C. residente a Silvi, difeso dall’avvocato Antonio Del Vecchio, che nel marzo del 2012 era caduto dalla bici a causa di una buca in via Filiani a Pineto. Il ciclista, che aveva riportato lesioni guarite dopo tre mesi, l’anno seguente aveva citato il Comune, che però si era costituito in giudizio sostenendo che – come riferisce la sentenza – «non poteva essere riconosciuto responsabile del sinistro in quanto il manto stradale era dissestato da almeno 4 anni, la buca era visibile e che pertanto la caduta dalla bicicletta doveva essere riconosciuta esclusivamente alla responsabilità dell’attore (cioè del ciclista, ndr)». Inoltre il Comune «sul quantum deduceva l’eccessiva richiesta e per questi motivi chiedeva il rigetto della domanda attrice e l’autorizzazione alla chiamata in causa della compagnia di assicurazioni del Comune». E anche quest’ultima, comparsa a sua volta in giudizio, chiedeva il rigetto della domanda di risarcimento sostenendo che era infondata.
Nel corso del processo il tribunale ha sentito come testi due agenti della polizia municipale, dalle cui testimonianze, si legge ancora nella sentenza, «emergeva la presenza di una buca nell’asfalto che avrebbe fatto perdere il controllo della bici perché non visibile (in quanto la buca si trovava dietro l’angolo, era all’imbrunire e l’attore era in un luogo non illuminato e pertanto al buio in quanto erano le ore 20.30 del mese di marzo) e non prevedibile in quanto in quanto mancavano segnali stradali che la preannunciavano». Tra l’altro, osserva ancora il giudice, L.C. passava su quella strada per la prima volta e quindi non poteva sapere dell’esistenza della buca anche sera lì da quattro anni. Sul fatto che la responsabilità civile sia del Comune, il giudice non ha avuto dubbi e di conseguenza ha emesso la sentenza di condanna. (e.a.)
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