Cade nel cantiere, muore imprenditore

Il 66enne teramano Andrea Suriani forse vittima di un malore, l’impresa di famiglia stava ristrutturando una palazzina
MOSCIANO. Era al lavoro, come sempre. Perchè la sua impresa di costruzione l’aveva tirata su «con il sudore della fronte» racconta chi lo conosceva. Andrea Suriani, 66 anni, noto imprenditore edile di Teramo, una vita trascorsa tra cantieri e ponteggi, è morto dopo essere precipitato da una porta finestra di una palazzina, a Mosciano. Un volo di quasi quattro metri davanti agli occhi di alcuni operai.
E’ successo ieri mattina in via Giovanni XXIII, nel cuore del centro, in un cantiere allestito per la ristrutturazione di un edificio privato. Il perchè della tragedia sarà l’indagine a chiarirlo: per ora resta il dolore della famiglia, a cominciare dai figli che con lui erano alla guida dell’impresa, e dei tantissimi che lo conoscevano. «Una persona d’altri tempi», raccontano alcuni suoi ex dipendenti, «rispettoso degli altri e sempre pronto a dare una mano a tutti. Il mestiere lo conosceva come pochi perchè aveva iniziato da giovanissimo e dal nulla aveva creato l’impresa edile di famiglia. Un gran lavoratore, una persona onesta, che nella sua vita aveva fatto tanti sacrifici. Era sempre molto attento quando era in cantiere. Non riusciamo a capire che cosa possa essere successo».
E ad accertare la dinamica ci proveranno i carabinieri dell’ispettorato del lavoro (che ieri mattina, intervenuti sul posto con i colleghi della stazione di Mosciano, hanno avviato tutti i rilievi) e l’autopsia disposta dal pm di turno Greta Aloisi che, molto probabilmente, sarà eseguita già nella giornata di oggi. Servirà per capire se l’uomo si sia sentito male e quindi sia precipitato in seguito all’improvviso malore. La tragedia si è consumata in pochi attimi intorno alle 10.30. A quell’ora un tonfo sordo: l’imprenditore è precipitato su un terrapieno dopo essere caduto nel vuoto da una porta finestra su cui si trovava.
I soccorsi sono stati immediati: i primi ad intervenire sono stati gli altri operai che in quel momento stavano lavorando nel cantiere. L’ambulanza del 118 è arrivata in pochissimi istanti ed è stato richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso di Pescara, ma gli operatori non hanno potuto far altro che accertare la morte molto probabilmente causata dai gravissimi traumi alla testa, I lavori sono stati fermati e il cantiere è stato sequestrato su disposizione della Procura. L’imprenditore, residente a Villa Pavone, era nato a Torano ed aveva legami di parentela anche a Sant’Egidio alla Vibrata. “Andreino”, come lo chiamavano confidenzialmente era il cugino del sindaco di Sant’Egidio Rando Angelini. «Andreino era una persona gentile, genuina e buona», ricorda Angelini, «un uomo che ha sempre lavorato e che si è fatto sempre ben volere da tutti, specie per la sua generosità. Era sposato e padre di tre figli. Una famiglia unita a cui era molto legato».
(ha collaborato Alex De Palo)
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