«Caffè e cappuccini più cari per garantire la sicurezza»

23 Maggio 2021

Grimi della Confesercenti: sono aumenti inevitabili, i clienti ci comprendano

TERAMO. Per bar e ristoranti la ripartenza, tanto attesa, non è una strada in discesa. Anzi. Le abitudini dei clienti sono cambiate ed è diminuita la possibilità di spendere; i costi per il personale e l'adeguamento degli spazi alle norme Covid sono cresciuti; le riaperture parziali, cioè solo all'esterno, tagliano le presenze. Fattori che, unitamente a un incremento anche di talune materie prime, stanno portando a leggeri aumenti dei prezzi per una colazione al bar o un pranzo al ristorante. Alcuni ritocchi sono già visibili su cornetti e cappuccini, aperitivi, costi dei coperti, bibite.
E per questo il presidente della Fiepet Confesercenti di Teramo Gianluca Grimi chiede comprensione da parte dei clienti. «Passato l'entusiasmo iniziale occorre prendere atto che il futuro del settore non sarà semplice: il settore dovrà fare i conti con cambiamenti attitudinali e diversa sensibilità della clientela in termini di sicurezza. In molti casi i piccoli aumenti servono per fronteggiare le nuove spese in termini di sicurezza e per questo chiediamo comprensione ai clienti».
Ai costi per la formazione del personale e all'adeguamento di spazi si aggiunge un andamento altalenante del lavoro: la colazione al bancone oggi non esiste più al pari del caffè preso di corsa prima di raggiungere l'ufficio. «Pensiamo alla tazzina di caffè: la stragrande maggioranza delle imprese ha mantenuto invariati i prezzi, solo alcune lo hanno ritoccato e la maggior parte di queste si trova nel segmento premium, vale a dire locali in posizioni significative come lungomari o piazze centrali», aggiunge Grimi, «ma presto non sarà più oggettivamente possibile per la totalità delle imprese mantenere prezzi ante Covid. Sui consumi quotidiani, infatti, più che su quelli situazionali è andata ad incidere la pandemia».
Grimi chiede comprensione ai clienti spiegando come i locali teramani in particolare abbiano sempre avuto prezzi assolutamente concorrenziali. Un fattore vincente che ha scoraggiato, o comunque limitato molto, l'insediamento di grandi catene: questo a vantaggio, sostiene il presidente Fiepet, della qualità e delle eccellenze del territorio. «E' evidente che le grandi catene, soprattutto nel Teramano, quando operano lo fanno nei centri commerciali o nelle grandi città, ed a prezzi significativamente più alti rispetto alla ristorazione tradizionale», aggiunge Grimi che sottolinea come nel Teramano il settore bar e ristoranti vinca, per qualità e convenienza, a mani basse contro le grandi catene. Ed è per questo che «la sua implosione significherebbe snaturare la nostra identità e devastare un settore che presiede allo sviluppo dell'economia territoriale e del turismo. Ecco quindi che diventa di importanza strategica il rinnovarsi dello spirito di fiducia e collaborazione da parte della clientela, verso un settore che lavora si per sé stesso ma rende grande un territorio e ciò anche a fronte di un minimo sacrificio sul pricing». Grimi si fa portavoce di tutta la categoria e lancia a un appello ai clienti: «Avete dimostrato di amare a dismisura e fatto grande un settore che a sua volta fa grande il nostro territorio: non permettiamo che si ingenerino fenomenologie di disaffezione o polemiche su un fattore, quello del pricing, che le aziende sono costrette ad affrontare per sopravvivere».
Luigi Sbraccia è un imprenditore navigato nel settore. A Teramo gestisce il Calipso, nella centralissima piazza Martiri della Libertà. Di fasi difficili e momenti di gloria ne ha visti tanti. Oggi parla di «fase di transizione» dove il lavoro procede a giorni alterni, con picchi positivi e altri negativi: «E'un momento di instabilità, non è ancora possibile dire che succederà: io sono ottimista di natura, ma non credo che possiamo aspettarci un'estate brillante. Nel nostro locale abbiamo per ora lasciato i prezzi invariati, ma è vero che stanno cambiando le abitudini dei clienti, il modo di lavorare, la formazione del personale. Attendiamo di vedere come andrà».
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