Caffè più caro anche a Teramo da lunedì 7

2 Giugno 2021

In ritardo rispetto ad altre realtà gli esercenti cittadini si adeguano all’aumento di 10 centesimi

TERAMO. L'aumento del costo del caffè al bar era in agenda da tempo. E Teramo si è adeguata, anzi si sta adeguando, con un po' di ritardo rispetto a tante realtà anche vicine. Dal prossimo 7 giugno la tazzina al bancone costerà un euro e dieci centesimi, quella servita al tavolo un euro e trenta. Il ritocco di dieci centesimi arriva dopo sette anni di costo invariato e scatterà in città in concomitanza con quello che dovrebbe essere l'ingresso dell'Abruzzo in zona bianca. Una decisione che il presidente della Fiepet-Confesercenti Teramo, Gian Luca Grimi, aveva annunciato alcuni giorni fa proprio sul Centro. In un'ampia intervista aveva illustrato le ragioni degli aumenti, definiti inevitabili non solo alla luce della crisi dettata dal Covid ma di una situazione sotto il profilo economico e sociale molto mutata negli ultimi tempi.
Da Giulianova a San Benedetto sono già moltissime le attività che hanno rivisto i prezzi della caffetteria e fra una settimana si parte anche a Teramo. I baristi si stanno adeguando agli standard annunciati e lo fanno ora, con la zona bianca alle porte, anche per motivi precisi. «Dell'aumentare il prezzo del caffè, fermo dal 2014, se ne parla da oltre un anno: poi la pandemia ci ha spinti a non farlo, aspettando tempi migliori e più distesi per tutti. Adesso ci è sembrato giunto il momento di adeguarci a quelli che sono gli standard comuni e ai costi che abbiamo», spiega Giulio Mercante, titolare del Des Artistes di piazza Martiri della Libertà. La stragrande maggioranza dei baristi teramani ha condiviso la decisione del ritocco del costo della tazzina di caffè, che non rappresenta solo una conseguenza della crisi Covid ma «è il prezzo giusto, oggi, di un servizio che ha dietro materie prime più care già da tempo, professionalità, cura e qualità dell'offerta», spiega Luigi Sbraccia, storico imprenditore del settore e proprietario del Caffè Calypso nella piazza principale della città. «È noto che il costo del caffè al bar è sempre andato di pari passo con quello dei giornali: da qualche tempo non è più così. La tazzina era rimasta indietro. Questo adeguamento, minimo, era necessario e fra i baristi teramani c'è consapevolezza e diffusa condivisione su questo: dai locali del centro a quelli appena fuori dal centro si pagherà il caffè allo stesso prezzo applicato già da mesi in bar di altre città vicine a noi», conclude Sbraccia.
Da ieri, intanto, le maglie relative all'accoglienza dei clienti nei locali si sono allargate: nei locali è arrivato il via libera al consumo al bancone e all'allestimento di tavoli anche negli spazi chiusi. Un passo ulteriore verso un ritorno alla normalità che consentirà anche a diverse attività cittadine di riacquistare un ritmo lavorativo più serrato in attesa che la zona bianca spazzi via anche il coprifuoco serale.
Veronica Marcattili
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