Calcinacci dal Delfico, genitori in allarme

22 Novembre 2016

Tre ragazzi raccontano di essere stati colpiti da frammenti, i vigili del fuoco transennano l’area

TERAMO. Se da un lato, con il trasferimento dei bambini della Noè Lucidi, della Savini e della San Giuseppe, è tornata la calma sul fronte delle scuole comunali, il problema della sicurezza delle scuole torna a mettere in fibrillazione i genitori degli studenti del liceo Delfico, edificio di proprietà della Provincia.

Ieri mattina infatti, la caduta di alcuni calcinacci che si sono staccati da un cornicione lesionato al terzo piano dell'edificio ha riproposto i dubbi sulla tenuta della struttura – che comunque resta agibile – e messo in evidenza altre crepe, quelle nella comunicazione. Da un lato infatti si è resa evidente la perimetrazione con il nastro biancorosso dei vigili del fuoco, che hanno evidentemente ritenuto di delimitare un'area a rischio, dall'altra c'è stato il più stretto riserbo del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, che non ha rilasciato dichiarazioni così come anche il tecnico ingegnere che ha preso in carico il problema. Restano evidenti però le polemiche delle mamme che, guidate dalla portavoce del comitato di genitori della Delfico Anna Cozzi, hanno inteso inviare una nuova lettera indirizzata al prefetto, alla preside e allo stesso presidente della Provincia per chiedere nuove verifiche da parte dei vigili del fuoco, e per avere gli atti e i documenti su tutti i lavori eseguiti dal 2009 ad oggi sull'edificio. «Stanno cercando di minimizzare quello che è successo oggi (ieri, ndc)», dice Manuela Santicchia, un'altra mamma, «ma noi siamo preoccupate perché l'episodio si è verificato in presenza di alcuni ragazzi e solo per un caso nessuno si è fatto male, ma una ragazza ha raccontato di essere stata colpita e per dimostrare che qualcuno stia tentando di sminuire l'accaduto ho riportato sul mio profilo Facebook la testimonianza della ragazza che era sul posto».

«Eravamo tre ragazzi davanti all'entrata sulle scale e stavamo entrando», avrebbe raccontato la studentessa, «quando abbiamo sentito un botto e ci sono schizzati addosso dei frammenti di calcinacci: a me in testa, a un ragazzo sulla spalla e ad un altro sul ginocchio. Non ci siamo fatti male ma ci siamo spaventati».

«Il problema», dice ancora Manuela Santicchia, è che la struttura è stata dichiarata agibile, e quindi noi abbiamo le mani legate per chiedere moduli scolastici. Noi non ci fidiamo dei controlli a vista eseguiti dai tecnici della Provincia e chiediamo approfondimenti, anche se il percorso è lungo noi non molliamo sapendo che è una battaglia difficile visto che l'edificio è di proprietà della Provincia, ma si sovrappongono anche competenze dello Stato per il fatto che è un immobile sottoposto a vincoli».

Intanto procede il percorso degli esposti presentati alla magistratura da diversi gruppi di genitori per chiedere verifiche super partes. Nei prossimi giorni si riunirà un pool dei pm della Procura, che ha stabilito di accorpare i fascicoli aperti dopo gli esposti presentati rispettivamente dai legali dei genitori della Noè Lucidi e dalle mamme del comitato della scuola San Berardo. I pubblici ministeri che dovrebbero occuparsi della questione scuole sono Silvia Scamurra e Luca Sciarretta.

Marianna De Troia

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