Calderone, via all’analisi sul campo

Un pool di scienziati e ricercatori preleverà campioni del ghiacciaio per gli esami
PIETRACAMELA. È entrato nel vivo il progetto di studio del ghiacciaio del Calderone sul Gran Sasso. Domenica e lunedì scorsi i ricercatori dell’università Ca’ Foscari di Venezia con i colleghi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dell’università di Padova e della società Engeoneering hanno svolto nella zona indagini topografiche e geofisiche con georadar ed elettromagnetometro.
Alla missione hanno partecipato i vigili del fuoco con un proprio elicottero e personale specializzato e con la collaborazione del Comune di Pietracamela, il Cai, il rifugio Franchetti, Aku e Karpos. La campagna di rilevamento e raccolta dei campioni è promossa dall’istituto di scienze polari del Cnr e dalla Ca’ Foscari nell’ambito del progetto “Ice memory” finanziato dal ministero dell’Università e ricerca.
Il Calderone perde ogni anno circa un metro di spessore e l’analisi chimica del ghiaccio potrebbe raccontare la storia climatica e ambientale dell’Italia centrale. Se le carote di ghiaccio si dimostreranno un archivio sufficientemente conservato potranno ambire a essere custodite nel “santuario” dei ghiacciai montani in sofferenza. La prossima missione ci sarà ad aprile. «Le attività di ricerca sul Calderone testimoniamo l’importanza che questo sito ha nella salvaguardia dell’ecosistema italiano», spiega il sindaco di Pietracamela Antonio Villani, «i cambiamenti climatici impongono una riflessione sui modelli di sviluppo delle economie nazionali, ma in modo particolare di quelle aree ad alto valore ambientale e a rischio di marginalizzazione economica. Per questo motivo abbiamo dato immediata disponibilità in quanto dalla conoscenza dei luoghi e delle dinamiche dei cambiamenti bisogna attingere preziose indicazioni». (a.d.f.)

