Calunnia, a giudizio l’ad della Veco

29 Ottobre 2016

Anna Vecchiotti accusò di estorsione il dipendente De Cesaris poi licenziato

MARTINSICURO. Anna Vecchiotti, amministratore delegato della fonderia Veco di Martinsicuro, è stata rinviata a giudizio per calunnia dopo la querela presentata, a seguito del suo licenziamento, dal dipendente Olivo De Cesaris. Il rinvio a giudizio è stato deciso dopo l'udienza preliminare tenuta due giorni fa a Teramo dal giudice Domenico Canosa. Il processo penale che vede coinvolta la Vecchiotti si aprirà nel tribunale teramano il 12 aprile 2017.

La vicenda è avvenuta nella primavera del 2013 quando Olivo De Cesaris venne licenziato dalla Veco, dove svolgeva le mansioni di magazziniere, con gravi accuse. L’azienda sosteneva infatti che il dipendente avesse compiuto degli atti estorsivi nei confronti della stessa azienda. De Cesaris non era un dipendente qualunque essendo un personaggio pubblico di Martinsicuro: al momento del licenziamento era stato eletto consigliere comunale da circa un anno essendo in lista con Città Attiva, la lista che nel 2012 aveva vinto le amministrative, e attualmente ricopre la carica di delegato alle attività produttive. Una vicenda che fece scalpore nella cittadina, con De Cesaris che avviò sia la causa penale per calunnia, ora arrivata a processo, sia quella civile, nella quale il primo grado ha dato ragione all'azienda condotta dalla Vecchiotti. De Cesaris ha fatto ricorso contro il giudizio di primo grado.

«Pur conoscendone l'innocenza», si legge nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm Irene Scordamaglia contro Anna Vecchiotti, «accusava falsamente Olivo De Cesaris, dipendente della ditta fonderia Veco, di aver commesso il delitto di estorsione ai danni della detta compagine imprenditoriale, quando invece non solo risultava la completa estraneità del De Cesaris alla questione addebitatagli, ma altresì emergeva, come riferito da un testimone, che essa indagata fosse pienamente consapevole della detta circostanza». Accuse da dimostrare nel processo.

Olivo De Cesaris ha sempre lottato per far prevalere le sue ragioni di piena innocenza, sostenuto dall'avvocato Giandomenico Rossetti del foro di Macerata.

Sandro Di Stanislao

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