Calvario burocratico per un disabile

Atri, da mesi attende una protesi per la madre. Va alla Asl ma l’ascensore è rotto
ATRI. Calvario burocratico per un disabile di Atri. Manolo Pelusi, affetto da anni da una tetraparesi spastica, per conto della madre alla quale è stata amputata una gamba a causa del diabete, martedì scorso si è recato nel settore riabilitazione dell’ospedale di Atri per chiedere a che punto fosse la richiesta della protesi per la madre ed è incappato in una serie di inconvenienti.
Pelusi su Facebook denuncia: «Mia madre e costretta su una mia vecchia sedia a rotelle, abbiamo bisogno di una protesi altrimenti si atrofizza anche l’altra gamba. La storia è questa, al momento non ho ricevuto l’autorizzazione riguardante la protesi di coscia destra che è stata presentata nell’ufficio di riabilitazione, di via Finocchi ad Atri, in data 29 ottobre 2018, dopo svariati tentativi di chiamate al centralino senza esito, lo scorso 8 gennaio apprendo tramite l’Urp (ufficio relazioni con il pubblico) di Atri che tale pratica è stata autorizzata il 4 gennaio, ma a noi non è arrivata nessuna comunicazione. Dicono che l’hanno mandata per posta prioritaria. Ho richiamato gli uffici per sapere l’esito della pratica ma nulla, intanto mia madre soffre».
Il ragazzo continua: «L’ufficio Asl mi ha detto che dovevo contattare le Poste Italiane, e che laddove ci fosse stato lo smarrimento della lettera, si poteva presentare richiesta di copia conforme presso gli sportelli dell'ufficio di riabilitazione di Atri o Teramo». Il giovane così si è recato al reparto di Atri ma ha trovato una sorpresa.
L’ascensore per salire è guasto. Così è sceso un funzionario con il modulo da compilare che è stato trasmesso a Teramo. Tempi abnormi e nonostante tutto, la pratica è ancora ferma. Sotto al post di Facebook si sono scatenate diverse proteste.
Domenico Forcella
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