Cambia il vento: più imprese e più lavoro
Il 2017 si è chiuso con un aumento di 191 aziende e di 2.521 occupati. La disoccupazione crolla al 10,2%
TERAMO. Tornano finalmente i segni positivi nel Rapporto sull’economia teramana stilato come ogni anno dalla Camera di commercio.
«Sebbene non sia stato colto appieno il vento della ripresa che ha supportato le aree più virtuose del Paese», ha esordito nella presentazione il presidente Gloriano Lanciotti, «dopo un decennio di estrema difficoltà il 2017 rappresenta per la nostra provincia un concreto anche se ancora debole segnale di inversione del ciclo, nonostante le calamità naturali». Anche se, sottolinea Lanciotti, l’artigianato continua a far registrare un trend negativo (-82 imprese) e la ricostruzione ancora non parte. «Finora c’era stata una perdita della base imprenditoriale», ha spiegato il vice segretario della Camera di commercio, Salvatore Florimbi, «ma nel 2017 abbiamo registrato 191 unità in più rispetto alla consistenza di fine 2016. Il tasso di sviluppo (differenza tra tasso di natalità e di mortalità) si posiziona a +0,5% (+0,3% nel 2016), valore sostanzialmente più elevato rispetto alla dinamica regionale (0,1%) e nazionale (+0,2%)». Florimbi fa notare che ancora soffrono il manifatturiero (-0,5%), le costruzioni (-0,4%) e l'agricoltura (-0,2%), mentre si rilevano valori positivi nelle attività del terziario, soprattutto nei servizi alla persona (anziani e benessere).
Buoni risultati per quanto riguarda l’occupazione: «aumentano le forze di lavoro da 127.780 unità del 2016 a 129.357 unità del 2017. Tale incremento è determinato dalla crescita del numero degli occupati di 2.521 unità (da 113.607 a 116.128) e dalla contemporanea riduzione (-944)di persone in cerca di occupazione (da 14.1733 a 13229). Di conseguenza si è ridotto il tasso di disoccupazione da 11,1% a 10,2%, dato più basso della media regionale (11,7%) e nazionale (11,2%). Bisognerebbe però approfondire se la nuova occupazione creata è statile o a tempo determinato». Bene anche l'export (+8,7%) e le importazioni (+ 13%). Le migliori performance sono relative al comparto della pelletteria che ha riconquistato l’Europa (+31,6% ed un valore esportato di 86 milioni), ai prodotti in metallo (+31,5% ,valore esportato 125 milioni) al comparto gomma e materie plastiche (+ 22,4%, 128 milioni). Il comparto automotive, principale voce di esportazione della provincia con 136 milioni, ha incrementato del 2,6% le esportazioni nel 2017.
Questi, e tanti altri dati, ascoltati con attenzione dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, dagli assessori regionali Dino Pepe e Giorgio D’Ignazio e dal presidente della Provincia Renzo Di Sabatino che hanno partecipato alla tavola rotonda finale. Lolli ha sottolineato che siamo nel pieno di un «monumentale salto per quanto riguarda l’industria, indotto da globalizzazione e introduzione di nuove tecnologie. La domanda è: le imprese teramane si stanno adeguando? Quelle che investono nella tecnologia le ritroveremo fra 5 anni, le altre no». Lolli ha ricordato gli investimenti di 43 milioni per l’area di crisi complessa Vibrata-Tronto, ma anche per quella semplice.
Di Sabatino ha invece parlato della necessità di adeguare «l’architettura istituzionale: ci sono paesi dell’entroterra in cui non si apre nemmeno più il Comune. C’è poi bisogno di una cabina di regia che metta a sistema tutte le opportunità: vedo iniziative meritorie ma disorganizzate». (a.f.)
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