Camera di commercio Confindustria è ancora favorevole alla fusione

9 Maggio 2019

L’ente di Teramo ha chiesto la sospensione dell’iter alla Regione  Gli imprenditori aquilani vogliono proseguire, d’accordo i teramani

TERAMO. Camera di commercio del Gran Sasso ancora in mezzo al guado. Se a fine marzo il consiglio della Camera di commercio di Teramo, all'unanimità dei presenti, ha deciso di sospendere il processo di accorpamento con l’ente camerale dell’Aquila, altrettanto non è stato fatto da quest’ultimo.
In sostanza la Camera di commercio Teramo ha chiesto alla Regione Abruzzo e al ministero dello Sviluppo economico di sospendere l’iter. Tutto deriva dagli effetti dell’ordinanza del Tar del Lazio che mette in discussione l’intero impianto della riforma che in sostanza ha imposto alle Camere di commercio con meno di 75mila aziende la fusione. Il Tar ha rinviatogli atti alla Corte Costituzionale che ora dovrà pronunciarsi. Insomma, come a dire: aspettiamo di vedere che succede prima di fare altri passi.
Ma sul fronte aquilano l’orientamento è diverso. «Il processo di fusione della Camera di commercio dell'Aquila e di Teramo non va interrotto. Ribadiamo la necessità di arrivare, in tempi brevissimi, alla definizione di un percorso avviato oltre due anni fa che, inspiegabilmente, ha incontrato un vistoso rallentamento», fa notare il presidente di Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno, Riccardo Podda. E ancora: «L'ente unificato, che racchiude i due ambiti territoriali, è stato costituito formalmente a novembre 2016. A due anni e mezzo l'orientamento della Camera di commercio di Teramo è di congelare la pratica di fusione», afferma Podda, «di fronte a tale decisione non si registra una presa di posizione ufficiale da parte della Camera di commercio dell'Aquila». Podda invita dunque ad aprire subito un confronto e in particolare chiede alla presidenza dell'ente di deliberare l«a volontà di andare avanti nel percorso di fusione».
Sul fronte teramano Confindustria, per bocca del presidente Cesare Zippilli, conferma l’orientamento a favore della fusione: «Abbiamo votato a favore della richiesta di sospendere il processo solo tenendo conto della sentenza del Tar, per prudenza rispetto all’incertezza legislativa. Accogliamo con piacere invece la volontà dei “cugini” aquilani di proseguire nel processo di fusione: è basilare nel processo di armonizzazione dei due territori. Le imprese teramane e quelle aquilane già collaborano e un legame ancora più stretto non può essere che positivo». (red.te.)
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