Camera di commercio, in aumento le autorizzazioni alle esportazioni

Nella Giornata della trasparenza l’ente illustra le attività svolte dai 40 dipendenti in servizio Aperto lo sportello che registra le startup evitando il ricorso al notaio: è il primo in Abruzzo
TERAMO. La Camera di commercio fa il punto sulla propria attività nella Giornata della trasparenza. «Nonostante la riduzione dei proventi, per effetto dei tagli al diritto annuale passato dai quasi 6 milioni del 2014 ai 3,5 del 2016, l’ente camerale ha confermato la propria operatività su alcuni fronti prioritari per le imprese», dichiara il presidente Gloriano Lanciotti, «come il supporto all’internazionalizzazione e al miglioramento della competitività delle imprese, all'innovazione e alla digitalizzazione, il supporto alla nuove realtà imprenditoriali, l’alternanza scuola-lavoro».
Il presidente, nella conferenza stampa di presentazione dei dati, non fa accenno alla polemica con l’ente camerale aquilano sulla sede della futura Camera di commercio del Gran Sasso. Novità ci potrebbero essere lunedì quando si riunirà il consiglio dell’ente teramano. L’unico accenno lo fa Giampiero Sardi, segretario generale, che parla di un percorso di fusione che dovrebbe arrivare a compimento nel 2018. Tanti i dati che caratterizzano l’attività dell’ente, illustrati proprio – sottolinea Ilaria Valentini, dell’organismo indipendente di valutazione che garantisce appunto la trasparenza – per diffondere l’importanza del presidio camerale sul territorio e garantire la conoscenza di ogni aspetto organizzativo e l’accessibilità alle informazioni.
Sardi e Lanciotti citano tre misure dedicate ai giovani: “Crescere in digitale”, “Crescere imprenditori” e l’alternanza scuola-lavoro. Di particolare interesse l’apertura di uno sportello – per ora è l’unico operativo in Abruzzo e uno dei primi in Italia – in cui le startup innovative possono diventare imprese recandosi alla Camera di commercio ed evitando almeno tremila euro di spese dal notaio. Già tre imprese hanno usufruito dell’opportunità.
Cartina al tornasole sulla situazione dell’economia locale sono infine le certificazioni per esportare: nel 2016 ne sono state rilasciate 2.187, nel 2017 2.520 «che fa prefigurare una ripresa dell’export, soprattutto nei mobili, vini, meccanica e sistema moda», sottolinea il vice segretario Salvatore Florimbi.
Per il resto i 40 dipendenti superstiti – dai 6 pensionamenti dell’anno scorso – hanno svolto una serie diversificata di attività. Dalla tenuta del registro delle imprese – 17.660 pratiche nel 2016, più o meno in linea con gli altri anni e finora 12.856 nel 2017 – alle procedure di conciliazione – 210 pratiche nel 210 e finora 157 – per accordi bonari, in alcuni casi un passaggio obbligato prima di arrivare in tribunale, come per le liti di condominio o per gli incidenti. E poi 16 controlli sulla sicurezza prodotti (dai giocattoli alle lampade a Led) e 64 in materia di metrologia legale. Quest’ultima è un’attività che ha portato anche a sequestri: 4 strumenti per pesare, 8 erogatori di carburante e 142 anelli d’argento risultati irregolari. (a.f.)
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