Camere di commercio, Febbo: «Il Tar confermerà la fusione»

17 Febbraio 2020

TERAMO. «La decisione del tribunale amministrativo regionale di sospendere il percorso di fusione tra le Camere di commercio dell'Aquila e Teramo, accogliendo il ricorso presentato dai teramani, è un...

TERAMO. «La decisione del tribunale amministrativo regionale di sospendere il percorso di fusione tra le Camere di commercio dell'Aquila e Teramo, accogliendo il ricorso presentato dai teramani, è un decreto emesso “inaudita altera parte”, rinviando la decisione nel merito al prossimo 11 marzo. Prassi conosciuta e attesa, ma siamo convinti della legittimità e correttezza del nostro operato». Questo il commento dell'assessore regionale alle attività produttive Mauro Febbo, che ricorda come «l'accorpamento recepisce il progetto di fusione volontaria del 2017 tra le due Camere, a cui è seguito il decreto a firma Calenda mai impugnato. Infatti anche le indicazioni del Mef, notificate a fine novembre, confermano le direttive che lo stesso ministro pentastellato Patuelli ha richiamato più volte riconoscendo la legittimità del decreto».
Secondo Febbo «i ricorsi presentati da altre Camere alla Corte costituzionale fanno riferimento a fattispecie diverse, cioè a casi in cui non ci sia stata un'intesa. Peraltro sono e siamo sempre più convinti come il processo di fusione (ripeto volontaria) rafforza il sistema camerale dei due territori che si troverebbero in caso contrario a dover competere con numeri e forze sicuramente minoritarie. Spiace», conclude l'assessore regionale, «riscontrare come coloro che ieri hanno determinato la decisione di accorpamento, Governo Pd di Renzi, e chi l’ha voluta, giunta D'Alfonso con Pepe assessore all’agricoltura, oggi invece si schierano demagogicamente e pretestuosamente su posizioni di retroguardia e anacronistiche causando un danno enorme all'economia di quel territorio».(red.te)