Camere di commercio, la fusione va completata entro il 14 ottobre

25 Agosto 2020

TERAMO. «L’accorpamento delle Camere di commercio di Teramo e l’Aquila va completato entro il 14 ottobre». L’assessore regionale alle attività produttive Mauro Febbo sottolinea la scadenza indicata...

TERAMO. «L’accorpamento delle Camere di commercio di Teramo e l’Aquila va completato entro il 14 ottobre». L’assessore regionale alle attività produttive Mauro Febbo sottolinea la scadenza indicata dal “decreto Agosto’’ per il perfezionamento dell’operazione che, nei mesi precedenti all’emergenza coronavirus, ha scatenato polemiche e forti resistenze sul fronte teramano. A queste ultime fa riferimento il rappresentante della Regione sottolineando che «abbiamo assistito a un inutile e costoso contenzioso che ha generato solo un grave ritardo al processo di organizzazione del nuovo sistema camerale». Febbo ricorda che «la Camera di commercio teramana ha bloccato il processo in corso, revocando l'adesione alla nuova Camera di commercio del Gran Sasso e successivamente presentando un ricorso al Tar contro l'atto di fusione della Regione». Nel frattempo, tiene a evidenziare sempre l’assessore, è arrivato il pronunciamento della Corte Costituzionale che ha espresso «parere legittimo sull'intero impianto delle riforma che ha previsto il taglio delle Camere italiane da 105 a 60». A sgomberare il campo dai dubbi residui, dunque, è il “decreto Agosto’’ con la fissazione della data entro cui la fusione deve diventare operativa «pena la decadenza degli organi di gestione e la nomina da parte del ministero dello Sviluppo economico, sentita la Regione, di un commissario straordinario per concludere il processo». Di conseguenza Febbo attende «dai due enti camerali gli atti di indirizzo per la formazione del nuovo consiglio attraverso l'individuazione del numero dei seggi spettanti a ciascuno dei settori economici rappresentati per la nascita della Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia». Per Febbo si tratta di un «rafforzamento del sistema camerale all'interno del processo economico istituzionale con numeri e posizioni che non possono essere ignorati». Dalla fusione, secondo lui, «l'Abruzzo delle imprese esce più forte e capace di accettare le prossime ed importanti sfide economiche e di sviluppo».
Per il presidente della Camera di commercio teramana Gloriano Lanciotti «la riforma resta sbagliata», ma guarda ai suoi aspetti positivi. «Abbiamo 155 comuni, quasi 80mila aziende e 225mila occupati», spiega, «e rappresentiamo oltre il 70% del movimento turistico abruzzese, con tre parchi nazionali e uno regionale». Il nuovo ente, insomma, «dovrà lavorare molto per rendere il territorio più attrattivo per il turismo green». Lanciotti evita riferimenti polemici alle affermazioni di Febbo, sottolineando però che la riforma non comporterà alcun risparmio. «Strutture e personale rimangono gli stessi», osserva. Da qui scaturisce un altro elemento confortante. «Le imprese e il territorio non perderanno nulla», fa notare il presidente, che riporta però l’attenzione su un nodo irrisolto. «Rimane il problema di completare la riforma, dando funzioni e risorse ai nuovi enti», conclude, «altrimenti se ne ricaverà solo un appesantimento burocratico».
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