Campana accusa «Musei e micronido appalti sospetti»

L’ex assessore: pretendiamo risposte sulle coop vincitrici e l’utilizzo del personale che si occupa dei servizi museali
TERAMO. Nuova bufera all'interno della maggioranza del sindaco Brucchi: dopo i contrasti sfociati nella rottura tra il gruppo di Paolo Gatti Futuro In e la civica Teramo Soprattutto di Alfonso “Dodo” Di Sabatino adesso sbotta il gruppo civico composto da Angelo Puglia e Guido Campana, che getta ombre sull'individuazione delle cooperative vincitrici di diversi appalti del Comune. «Non è più rinviabile un chiarimento poiché abbiamo posto al sindaco le nostre perplessità già in una riunione di maggioranza ma non abbiamo avuto risposte», tuona Campana, «adesso i nostri quesiti sulla scelta delle ditte vincitrici degli appalti sulla gestione del museo e del micronido pretendono risposte».
Campana sospetta che ci sia una regia politica precisa nell'individuazione delle ditte da invitare alle gare e spiega che per la gara di affidamento dei servizi museali sono state invitate solo cinque ditte, tre di fuori e due teramane. Ha vinto la Reis di Pineto, esclusa l'altra teramana per carenza di documenti. Sospetti “geografici” avanza Campana anche per l'affidamento della gestione del micronido: « Sono state invitate 15 cooperative. Anche qui tutte di fuori tranne due marsicane», dice Campana ricordando che la Marsica è territorio riconducibile all'assessore regionale Gerosolimo. «Mi domando: come mai non invitare cooperative teramane per gestire un servizio di Teramo? Erano forse inadeguate o c'erano altre logiche? Dunque quali sono i criteri utilizzati dal Comune quando formula gli inviti a una gara?».
Campana contesta anche l'utilizzo del personale della cooperativa che gestisce i servizi museali. «Mi risulta che su cinque operatori, solo tre siano effettivamente impiegati nei servizi museali. Gli altri si dedicano rispettivamente al coordinamento e alla comunicazione. Ma la comunicazione del museo era un incarico che aveva già un referente in Gioia Porrini, non capisco la duplicazione. Considerando che i siti archeologici sono sempre chiusi perché non impiegare la totalità del personale a questi scopi? Stiamo parlando di un appalto da 120mila euro che ha molti lati oscuri».
Campana infine, regolamento alla mano, sostiene che da alcune delibere comunali risulta che alcune associazioni paghino l'utilizzo della sala San Carlo e altre no. «In base a quali criteri viene sancita l'esenzione per alcune associazioni visto che il regolamento prevede l'utilizzo della sala dietro il pagamento di un canone fissato a 150 euro?». Campana non fa nomi chiamando il sindaco a fare da arbitro (è evidente tuttavia che gli assessorati di riferimento sono riconducibili al gruppo di Futuro In). Che valore politico assumono queste stoccate alla luce degli apprezzamenti che Gatti rivolge al suo leader Di Dalmazio e alla luce degli occhiolini che Dodo Di Sabatino strizza a Campana? «Nessuna relazione, anche perché», dice a sorpresa Campana, «non disdegno di propormi io come candidato sindaco con una lista civica».
Marianna De Troia
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