Campetto sgomberato: chiesto il dissequestro

L’Asp 2 proprietaria dell’area prepara l’istanza da presentare al tribunale Tempi stretti per non perdere i fondi stanziati e realizzare l’impianto sportivo
GIULIANOVA. La presidente dell’Asp 2 Teramo Giulia Palestini in queste ore sta predisponendo l’istanza per chiedere il dissequestro del campetto occupato da sei anni da esponenti della cosiddetta area antagonista e da anarchici. Il provvedimento di sequestro preventivo (chiesto dal pm Enrica Medori e disposto dal gip del tribunale Lorenzo Prudenzano) è stato eseguito mercoledì mattina dalla polizia. L’Azienda di servizi alla persona, proprietaria dell’immobile di viale dello Splendore annesso all’istituto Castorani che ospita donne e minorenni in situazioni difficili, ha urgenza di consegnare il cantiere dei lavori appaltati alla ditta che si è aggiudicata l’intervento per trasformare il campetto in un impianto sportivo con parco per i minori ospiti.
Per la riqualificazione di quella porzione di terreno l’Asp 2 ha ottenuto fondi europei per 125.273. I lavori sono già stati appaltati con provvedimento dirigenziale dal 15 luglio ma fino ad ora non è stato possibile dare il via all’intervento in quanto l’immobile era occupato. I vertici dell’Asp 2 si sono trovati nella condizione di poter perdere il finanziamento e quindi «la possibilità di fornire uno spazio educativo ai bambini della casa famiglia per i quali un’area all’aperto alternativa alla struttura di accoglienza è fondamentale per migliorare la loro qualità di vita».
Il progetto è denominato “StartAsp” collocato all’interno del programma di sviluppo rurale 2014-2020 quale fondo europeo agricolo.
Tra le azioni previste dal progetto rientra la realizzazione di un campo sportivo polivalente in erba sintetica per calcio a 5, tennis e pallavolo. Inoltre un’area basket, minipista di atletica leggera e area a verde. Il tutto a poche decine di metri dalla sede principale dell’istituto Castorani. Il finanziamento, ottenuto tramite la Regione Abruzzo, è stato concesso il 9 dicembre 2020. Nel provvedimento viene indicata la data utile per la conclusione dell’operazione entro 24 mesi dall’adozione del provvedimento di concessione in presenza di interventi strutturali. In una nota circostanziata elaborata da un professionista che ha curato l’aspetto tecnico-amministrativo del progetto, si legge che «la conclusione degli interventi costituisce motivo di decadenza dai benefici come previsto all’interno del bando pubblico».
In sintesi,dunque, si corre il rischio di perdere i finanziamenti qualora i lavori non vengano avviati da subito.
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