Campi di calcio, servono soldi e lavori

2 Giugno 2018

Dopo il dimezzamento dei contributi da parte del commissario, le società chiedono nuovi impegni ai candidati sindaci

TERAMO. Il calcio cosiddetto minore, quello che si pratica in periferia su campi spesso infidi, non è solo un divertimento di cui si può fare a meno a cuor leggero. Ne sono convinti i presidenti delle società che gestiscono e utilizzano quegli impianti dove, tutte le settimane, si allenano e giocano migliaia di calciatori piccoli e grandi di campionati giovanili, dilettantistici e anche amatoriali.
Saranno loro, i dirigenti, nei prossimi giorni a richiamare l’attenzione dei candidati sindaco sulle condizioni di utilizzo dei dieci campi frazionali di cui sono gestori. Alla fine dello scorso anno il commissario Luigi Pizzi, che ha assunto la guida del Comune dopo la caduta dell’amministrazione, in nome del contenimento dei costi dell’ente ha dimezzato i contributi assegnati alle società che si prendono cura degli impianti sparsi nelle frazioni. L’intento iniziale del prefetto di azzerare gli stanziamenti, fino a quel momento elargiti dall’ente a titolo di compartecipazione ai costi di funzionamento delle strutture, è stato sventato al termine di trattativa rivelatasi a tratti turbolenta. Il compresso raggiunto, però, consentirà alle società di coprire le spese fino al 30 giugno, poi i contributi saranno esauriti. A conti fatti servono almeno 30mila euro per far partire la prossima stagione e arrivare a fine anno e i presidenti chiederanno impegni su questa e su altre richieste ai candidati pronti a sfidarsi nelle elezioni del 10 giugno. La base di discussione sarà il documento che i presidenti hanno a suo tempo presentato a Pizzi. «Non parliamo solo di sport, ma di un’attività che ha risvolti sociali e anche di tutela dei beni pubblici», affermano, «in aree periferiche dove non è rimasto quasi nulla». Il campo di calcio nelle frazioni è l’unica alternativa al bar per i giovani che ancora frequentano quelle zone. L’impegno delle società, che si fanno carico delle opere di manutenzione, consentono anche di tenere in ordine e funzionati gli impianti che altrimenti andrebbero alla malora come tante altre strutture di cui il Comune non riesce a occuparsi direttamente. Il contributo da parte dell’ente, fissato in base a una convenzione risalente al 2005 e rinnovata negli anni successivi, risulta vitale sia per la funzionalità dei campi che per la sopravvivenza delle società e del movimento del calcio dilettantistico teramano. Il ripristino del finanziamento per la copertura dei costi fino a dicembre è una delle richieste che i presidenti metteranno sul tavolo del confronto con gli aspiranti alla carica di primo cittadino. Si parlerà, però, anche di investimenti sulle strutture. I parametri dettati per il loro utilizzo dalla Lega dilettanti, infatti, spesso non coincidono con quelli richiesti dalla questura per garantire le condizioni minime di sicurezza durante le partite. C’è sempre il rischio dunque, secondo i presidenti, che le gare saltino o siano trasferite su campi neutri. Per questo le società solleciteranno i futuri amministratori a mettere in calendario lavori di adeguamento.
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