Campitelli: «Violenza da condannare»

I tifosi si dissociano dal gesto: «Un atto vandalico che di certo non aiuta a risollevare il morale»
TERAMO. L'atto vandalico nei confronti del negozio Alma Sport ha ricevuto la condanna unanime da parte della città e dell'ambiente biancorosso. Immediate le reazioni. «Certi episodi vanno condannati a prescindere», è il laconico commento del presidente del Teramo Luciano Campitelli. La società di via Oberdan, attraverso un comunicato, stigmatizza quanto accaduto: «Abbiamo appreso con forte rammarico dell’increscioso episodio avvenuto al nostro store ufficiale Alma Sport. Nel dissociarsi fermamente da situazioni violente che nulla hanno a che vedere con la compostezza e la civiltà del proprio pubblico, la società biancorossa, sempre aperta al dialogo ed al confronto con la tifoseria tutta, esprime massima solidarietà e vicinanza agli esercenti del punto vendita, da anni preziosi e infaticabili collaboratori del club, e confida nell’operato delle forze dell’ordine per risalire agli autori dell’atto vandalico».
«E' un gesto deprecabile», dice Cristiano Davide, abituale frequentatore dello stadio Bonolis, «e che non aiuta di certo a risollevare il morale in un momento delicato come questo. Adesso bisogna stringersi intorno alla società. Non si devono lesinare sforzi sia per programmare il futuro che per il ricorso al collegio di garanzia del Coni». La giornalista-tifosa Giusy Cingoli la vede così: «È un gesto di protesta sicuramente da condannare. I tifosi hanno il diritto di protestare, ma devono farlo restando nei canoni della civiltà e della correttezza. È un momento nel quale il tifoso è arrabbiato e smarrito. La società è chiamata adesso a svelare i programmi per la prossima stagione. Mi auguro che il presidente Campitelli parli alla città e ai tifosi al più presto e con la massima chiarezza». Non potevano mancare le reazioni sul web. Messaggi di solidarietà, infatti, sono apparsi anche sulla bacheca Facebook di Alma Sport. C'è chi, come Danola Di, ha espresso il suo dispiacere dicendo di essere «senza parole» e chi, come Danny Murgo, ha invitato gli autori del gesto a «vergognarsi».
Gaetano Lombardino
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