Campli, chiuse le indagini sulla maestra

23 Ottobre 2019

La donna di 61 anni è accusata di aver maltrattato fisicamente e verbalmente gli alunni della materna

CAMPLI. La Procura chiude l’inchiesta sulla maestra di 61 anni di Campli accusata di maltrattamenti nei confronti degli alunni. Nei giorni scorsi il pm Greta Aloisi ha infatti firmato l’avviso di conclusione delle indagini al quale nelle prossime settimane potrebbe seguire, presumibilmente, la richiesta di rinvio a giudizio.
Alla docente, che insegna in una scuola materna, viene contestato di aver inflitto a diversi alunni, tutti di età compresa tra i cinque e i sei anni, maltrattamenti sia fisici che psicologici. Maltrattamenti che, secondo l’accusa, si sarebbero consumati nell’arco di un anno, dal 23 marzo 2018 al 27 aprile 2019 e che sarebbero consistiti, secondo quanto si legge nel capo di imputazione, sia in «strattonamenti, trascinamenti, spintoni, schiaffi al volto, pizzicotti sulle guance, tirate d’orecchio, colpi alla testa anche con oggetti», sia in «urla ed espressioni umilianti» e in minacce di sottoporli «a punizioni mortificanti». Alla maestra, in particolare, vengono contestati ben 27 episodi, con la donna che oltre a picchiare gli alunni in più occasioni li avrebbe apostrofati con espressioni quali «sei un bambino che non capisce niente», «gli animali non stanno qua dentro...stanno nel pollaio».
A far partire le indagini, svolte dagli agenti della polizia postale (coordinati dal dirigente del compartimento Abruzzo Elisabetta Narciso), erano state le denunce alcuni genitori, che avevano segnalato la presenza di lividi e soprattutto un cambiamento d’umore dei piccoli. Da qui l’avvio di un’attività di indagine che si era avvalsa anche dell’utilizzo di alcune telecamere nascoste e che i primi di luglio aveva portato la procura a chiedere e ottenere la misura interdittiva della sospensione dal lavoro per sei mesi dell’insegnante. Provvedimento firmato dal gip Roberto Veneziano e nei confronti del quale la donna, assistita dall’avvocato Eugenio Galassi, aveva fatto ricorso al Riesame con i giudici aquilani che avevano confermato la sospensione.
L’insegnante, che dopo l’avviso di conclusione delle indagini avrebbe chiesto di essere sentita dal pm, ha sempre rigettato le accuse sostenendo, tra le altre cose, di non essere mai stata sola in classe ma sempre in compresenza di altre due colleghe tra le quali un insegnante di sostegno. (a.m.)
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