Campli, edifici in bilico sullo strapiombo

18 Febbraio 2017

Tonnellate di terra, una torretta Enel e due rimesse precipitate nel fiume. Già sgomberate 15 famiglie, oggi altre 10

CAMPLI. Uno scenario da inferno dantesco. La luce del giorno ha reso visibile la portata del disastro avvenuto giovedì sera, poco dopo le 19,30 a Castelnuovo, frazione alle porte di Campli.

E’ franato un ampio tratto di un costone su cui sorge l’antico borgo: l’enorme smottamento ha ingoiato una strada, una torretta dell’Enel alta sei metri, due rimesse. La frana si è fermata miracolosamente al limitare dei primi edifici, a meno di un metro. Ma ha appunto travolto due rimesse di attrezzi attaccata alle case. E un nuovo piccolo distacco di terreno – avvenuto ieri mattina proprio mentre i vigili del fuoco stavano provvedendo al recupero dei beni degli sfollati all’interno delle case – ha messo a nudo addirittura le fondamenta di un edificio.

Il fronte della frana adesso è di 80 metri e tutto il materiale è precipitato per 70 metri, fino all’alveo del torrente Siccagno.

Le tonnellate di terra e detriti hanno invaso il letto del corso d’acqua, impedendogli di defluire: pertanto si è creato un invaso, una sorta di piccolo laghetto che si va ingrossando sempre più e che bisogna rimuovere al più presto per motivi di sicurezza. Il Comune di Campli si sta attrezzando per farlo.

Nel frattempo ieri il Comune ha provveduto a formalizzare le ordinanze di sgombero di una quindicina di famiglie. Le stesse che sono state fatte uscire in fretta e furia dalle case giovedì sera, subito dopo quel forte boato, seguito da un corto circuito per cui dalla torretta dell’Enel poi sprofondata (non è precisamente una cabina, per fortuna, visto che così è stato più facile provvedere al ripristino dell’energia elettrica) sui cavi elettrici c’è stata una fiammata che si è estesa velocemente, andandosi a spegnere verso le case.

Una concatenazione di eventi che ha creato molta paura fra i residenti, che peraltro al buio a causa del black out non capivano bene cosa fosse accaduto. Poi sul posto man mano sono arrivati vigili del fuoco – fortunatamente c’era una squadra in zona, a Pastinella, per cui ci hanno impiegato pochissimi minuti – tecnici del Comune, della Protezione civile e anche quelli dell’Enel.

Il sindaco Pietro Quaresimale era in municipio quando è scattato l’allarme ed è stato arrivato subito sul posto. «Sono molto preoccupato», commenta Quaresimale, «c’è bisogno di un intervento urgente, nel giro di pochi giorni, per evitare che si allarghi il fronte della frana. Il costone è infatti lungo 300 metri. Ho sentito degli esperti con un intervento di regimentazione delle acque si può rendere più sicura tutta l’area. Ma ci vogliono interventi in somma urgenza l’ho ripetuto anche oggi (ieri per chi legge, ndr) al governatore Luciano D’Alfonso nella riunione con i sindaci. Io mi impegno al massimo, ma da solo non riesco a fronteggiare la situazione: c’è bisogno degli aiuti degli enti sovraordinati. D’altronde si parla di una spesa di una decina di milioni di euro».

Il sindaco, per prudenza, oggi istituirà in paese una zona rossa. E firmerà un’altra decina di ordinanze di sgombero. Ieri sul posto c’è stato un sopralluogo del prefetto Graziella Patrizi, accompagnata anche dal comandante dei vigili del fuoco Romeo Panzone. Sopralluogo anche della Protezione civile e di un team di geologi.

Intanto alla luce delle decisioni della commissione valanghe di Pietracamela è riaperta la provinciale 43 da Pietracamela a Prati di Tivo. Riaperta a senso unico alternato anche l provinciale 12 di Collerenti fra Bellante e Sant'Omero.

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