Campo Acquaviva, le società «Lo adeguiamo a spese nostre»

8 Settembre 2017

TERAMO. Le società sportive Virtus Teramo e Piano della Lente non mollano, vogliono giocare le proprie partite interne del campionato di Promozione al campo Acquaviva. Ieri i due presidenti Filippo...

TERAMO. Le società sportive Virtus Teramo e Piano della Lente non mollano, vogliono giocare le proprie partite interne del campionato di Promozione al campo Acquaviva. Ieri i due presidenti Filippo Di Antonio e Tullio Bonaduce sono andati in questura per sapere da chi detta le regole sulla sicurezza in occasione di eventi sportivi cosa è necessario fare per rendere l’impianto idoneo a ospitare partite con pubblico. I due dirigenti hanno poi dichiarato: «Bastano piccoli interventi, dei cartelli per indicare i parcheggi dei tifosi locali e ospiti, una recinzione divisoria con una zona-cuscinetto e ingressi separati. Siamo disponibili a effettuare i lavori a nostre spese, e con questi lavori l’Acquaviva diventerebbe il campo comunale più adeguato alle prescrizioni».
Questa dunque è la risposta dei due club alla lettera con cui il Comune, su input della questura, ha vietato partite con pubblico all’Acquaviva e invitato le società a trovare un altro campo, individuato nel Besso di San Nicolò. Di sicuro però l’assessore allo sport Roberto Canzio non ci sta a prendersi la colpa «di una situazione che nasce da lontano», dice, «e che io ho affrontato pur senza avere la delega agli impianti». Canzio, pur senza nominarlo, non usa mezzi termini sull’ex assessore ai lavori pubblici Giorgio Di Giovangiacomo «che aveva 500mila euro per il manto sintetico e non è riuscito a farci uscire le strutture per la sicurezza del pubblico, senza parlare dello stato penoso in cui erano gli spogliatoi che io, insieme al sindaco, ho fatto sistemare quando sono entrato in giunta. Ora non vorrei che Virtus e Piano della Lente cercassero lo scontro e la polemica per far fuori dall’Acquaviva le giovanili del Teramo, se è così non lo permetterò. Noi stiamo progettando un intervento che prevede tribune e separazione delle tifoserie, dobbiamo trovare le risorse: circa 10mila euro. Vogliono farlo le due società? Bisogna vedere, carte alla mano, se possono».(d.v.)
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