Canile di Carapollo Nel bando previsto anche l’adeguamento

17 Marzo 2019

TERAMO. Chi si aggiudicherà il bando per la gestione del canile comunale dovrà sostenere anche gli oneri di ristrutturazione e riqualificazione della struttura. La conferma è arrivata ieri, quando il...

TERAMO. Chi si aggiudicherà il bando per la gestione del canile comunale dovrà sostenere anche gli oneri di ristrutturazione e riqualificazione della struttura. La conferma è arrivata ieri, quando il Comune ha annunciato di aver dato mandato ai relativi uffici di predisporre il bando di gara per l’affidamento in gestione della struttura di Carapollo, individuando quelle che saranno le principali clausole legate alla gara. «Le clausole del bando», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «prevederanno che l’affidatario sostenga anche l’adeguamento della struttura. Al termine di questa non facile ed articolata ricostruzione della situazione, intendiamo creare un luogo dove i cani siano curati nel migliore dei modi, gli operatori siano gratificati dall’operare in un ambiente consono e i costi connessi a tutto ciò siano equi».
Attualmente il canile di Carapollo può accogliere 66 cani, con la messa a norma della struttura, che versa attualmente in una situazione di degrado, che consentirebbe l’ampliamento del numero di animali da ospitare. Una situazione quella del canile comunaleche in questi mesi è stata al centro di numerose interlocuzioni tra il sindaco D’Alberto e gli altri enti coinvolti, quali Asl e Istituto Zooprofilattico, allo scopo di ridefinire competenze e attribuzioni e mettere ordine alla vicenda così da arrivare a predisporre un «intervento di sostanza la cui finalità è di implementare, rendere funzionale e ampliare il canile», come si legge in una nota del Comune. «Abbiamo condotto un’operazione ispirata dalla ferma volontà di assicurare garanzia di continuità al servizio», conclude D’Alberto, «con lo scopo di migliorarlo e di ridurre i costi. Con la gara intendiamo garantire il benessere degli animali e contestualmente le condizioni per operare al meglio a chi ne avrà la custodia e la cura. Intendiamo insomma introdurre una gestione virtuosa, nel rispetto delle regole e dei costi sostenibili, anche consentendo il controllo da parte dell’ente dell’attività di chi sarà chiamato ad operarvi».
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