Canile lager alle porte della città

30 Agosto 2014

Le guardie zoofile trovano tre cani allo stremo. Denunciato il proprietario per maltrattamenti

TERAMO. Un odore pungente e nauseante, escrementi dappertutto, mucchi di pelo sparsi qua e là. Poi, accucciato a un lato, con quella testa grande in modo sproporzionato rispetto al corpo ridotto pelle e ossa (soprattutto ossa) un cane accasciato senza forze.

In queste condizioni tre giovani volontarie del nucleo di guardie eco zoofile dell’ Oipa di Teramo hanno trovato, pochi giorni fa, un setter inglese maschio di circa 4 anni. Chiuso in un box di pochi metri quadri, un bidone di ferro arrugginito come cuccia, evidentemente ferro rovente d’estate e gelido d’inverno, alla loro vista non ha emesso nemmeno un gemito. Ma Francesca Fiorelli, coordinatrice provinciale delle guardie, e le sue colleghe (Roberta Ruggieri e Monica Di Mascio) abituate a soccorrere animali di ogni tipo abbandonati, maltrattati o investiti dalle auto, non riuscivano a credere ai loro occhi. E non ha esitato un istante, richiamata da quegli occhi neri, per abbracciare la povera bestia e portarla fuori da quello che sembrava un lager. «C’era un odore pungente, escrementi in ogni angolo del box», racconta Francesca, «e un forte odore di ammoniaca dovuto alle feci. Il cane era pieno di pulci e mosche che gli hanno invaso le ferite. Ci è venuta la pelle d'oca quando lo abbiamo tirato fuori. Lo abbiamo abbracciato, nonostante le ferite e le pessime condizioni di salute in cui stava. Perché l'unica cosa che vuoi fare, di fronte a una simile scena, è soltanto salvare il cane».

Argo – così è stato chiamato il setter inglese, ispirandosi al cane che fu dell’eroe omerico Odisseo, che dopo aver vagato per anni lo ritrovò a Itaca ormai vecchio, disteso su cumuli di letame, tormentato dalle zecche – è solo l’ultimo di una serie di casi di maltrattamenti di animali in cui le guardie dell’Oipa di Teramo si sono imbattute negli ultimi mesi. Ad accorgersi del canile (a fianco al box di Argo c’erano altri due ambienti per altrettanti cani, tenuti, questi ultimi, in condizioni migliori) è stato un uomo che stava portando a spasso il suo cane, in una zona alle porte della città, nella campagna di San Nicolò a Tordino, dove solo chi conosce la zona o si allontana per una passeggiata può arrivare. Ora il proprietario del cane ridotto come uno scheletro, identificato dalle guardie zoofile con l'aiuto dei Carabinieri di San Nicolò, è stato denunciato per maltrattamento di animali. Il procuratore Davide Rosati ha autorizzato le guardie a effettuare il sequestro preventivo dell'animale (sequestro autorizzato giovedì scorso), che è stato affidato in custodia giudiziaria alla clinica della facoltà di veterinaria dell'università di Teramo per effettuare esami clinici e prestare le prime cure. «Ci è sembrato un miracolo che Argo fosse ancora in piedi», prosegue Francesca, «era ridotto a un mucchio di pelle ed ossa, pesava non più di 11 chili, con alopecia diffusa su tutto il corpo, pieno ferite sul dorso e piaghe da decubito sul posteriore colonizzate da mosche, fino a rendersi visibile un osso che sporgeva dalla carne. Ora attendiamo la diagnosi», conclude la volontaria Oipa, «nella speranza che il cane si riprenda e possa trovare qualcuno che voglia accoglierlo e donargli le cure e l'attenzione che gli sono stati negati».

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