Cantiere navale, resta un giorno di vita

Roseto, scade domani l’ultimatum all’imprenditore Baroni: capannoni distrutti per rifare l’argine
ROSETO. È iniziato il conto alla rovescia per lo sgombero e la successiva demolizione del ‘Cantiere nautico Roseto’ di Giovanni Baroni. Scade infatti il 10 marzo l’ultimatum del Comune nei confronti dell’imprenditore la cui azienda si trova vicino al porto turistico e poco distante dall’argine del fiume Vomano.
Trascorso tale termine, la Provincia potrà iniziare i lavori per smantellare i capannoni e a occuparsene sarà la stessa ditta che, subito dopo, si occuperà di mettere in sicurezza gli argini fluviali, sempre per conto dell’amministrazione provinciale. La ‘condanna’ per il cantiere rosetano risale al 2011, quando un progetto della Regione prevedeva lo spostamento dell’argine fluviale che sarebbe dovuto passare proprio dove ci sono i capannoni.
Naturalmente l’imprenditore rosetano non ci sta, anche perché sostiene che la sua azienda ha numerose commesse da evadere, pertanto è pronto a tutto pur di salvaguardare la sua azienda e i lavoratori che vi sono occupati. «Per la demolizione del cantiere», dice l’imprenditore «una volta si faceva ricadere la responsabilità di dover realizzare un argine sulla foce del fiume Vomano che doveva passare forzatamente sopra ai capannoni e non sull’argine pre-esistente. Ora che l’Eni ha realizzato l’argine, non sui capannoni ma nell’alveo del fiume, lo scorrimento delle acque avviene regolare e a una buona distanza dall’argine, quindi è solo pretestuoso l’accanimento per l’abbattimento del cantiere nautico. Vorrei inoltre evidenziare che il mancato argine di Pineto fa depositare moltissima ghiaia tanto da formare una sorta di penisola che fa defluire le acque verso Roseto arrecando danni nella zona del porticciolo di Roseto».
Ma secondo i progetti dei tecnici incaricati, l’intera area dovrà avere un assetto diverso il che comporterà una netta riduzione dei rischio idraulico, nel senso che non ci dovrebbero essere più le inondazioni che si sono verificate nel passato. Tutto ciò dovrebbe dare il ‘la’ a nuovi investimenti, anch’essi fino a oggi bloccati sempre a causa della spada di Damocle rappresentata dall’instabilità idrogeologica dell’intera zona.
Una volta terminata la fase di messa in sicurezza, il Comune di Roseto potrà dare il via alla realizzazione del braccio a mare, sempre nel medesimo tratto di costa, grazie al finanziamento di un milione e 700mila euro già messo a disposizione dalla Regione.
Federico Centola
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