Cantieri in città, i commercianti: «I disagi andavano evitati subito»

24 Ottobre 2024

Il consorzio del centro storico replica all’assessore Di Marcantonio e al consigliere regionale Mariani: «Ci danno ragione sui problemi, ma senza ammettere quanto non è stato fatto per scongiurarli»

TERAMO . Nessuna volontà di fare polemica e disponibilità totale al confronto, ma fermezza nel riaffermare le criticità che il commercio sta vivendo anche a causa dei cantieri. È la replica del Consorzio Shopping in Teramo centro alle parole dell'assessore ai lavori pubblici Marco Di Marcantonio e del consigliere regionale Sandro Mariani. Parole tese a rispondere a un precedente comunicato del consorzio, critico sui controlli e i tempi dei cantieri in città per le ricadute sull'economia e sulla vivibilità del centro storico. Di Marcantonio aveva garantito più vigilanza e celerità, ricordando la necessità dei lavori in corso (specie per opere pubbliche come il cineteatro, il teatro romano, il mercato coperto) per la riqualificazione di Teramo. Mariani, nel ribadire di non ricoprire ruoli amministrativi, aveva invitato tutti al dialogo costruttivo. Invito rilanciato anche da Di Marcantonio. «Nel renderci disponibili h 24 e sette giorni su sette a ogni costruttivo confronto con l’amministrazione, desta meraviglia che ci venga riconosciuta la ragione sull’attualità e la incisività dei disagi creati dalla presenza poco o nulla regolamentata dei tanti cantieri, senza però dar conto di quanto si sarebbe dovuto già fare ben prima che ciascuno di essi venisse installato e producesse effetti deleteri per residenti e utenti» scrive il Consorzio, «Di Marcantonio, che ringraziamo per l’interlocuzione, sottolinea che il bene pubblico deve prevalere. A tale proposito ci chiediamo quale sia esattamente il bene pubblico che debba prevalere dato che i cantieri occuperanno un periodo temporale di almeno dieci anni, durante i quali i danni al tessuto produttivo e alla residenzialità diverranno irreversibili». I commercianti ricordano come il tessuto economico sia già provato dall'emorragia di residenti vissuta da Teramo dal 2018 a oggi con «la perdita di tremila residenti, dai 54.443 del 2018 ai 51.402 del 2024» e parlano di desertificazione che non si può affrontare «con un’alzata di spalle, nascondendosi dietro a termini come “rigenerazione urbana”, perché il lavoro che dev’essere svolto con puntiglio è quello di un’attenzione costante ad ogni singola problematica, alleviando i costi e le difficoltà di ciascun residente e ciascun lavoratore e imprenditore che perseveri nel rimanere in un luogo in profonda crisi economica e sociale».
Per i commercianti il bene pubblico non è «mera realizzazione di un’opera pubblica» ma «tutela e salvaguardia del tessuto sociale e imprenditoriale attuate attraverso il controllo costante della razionale programmazione delle opere, della massima velocità nell’esecuzione dei lavori, del minore impatto dei cantieri sia sul suolo pubblico e sia sui disagi causati, della verifica e riduzione dei costi». Il consorzio ritiene che questa visione globale a Teramo manchi e i cantieri lenti, fermi o irrispettosi delle regole ledano il benessere di tutta la città. Dai commercianti, infine, la disponibilità a partecipare agli incontri promessi dall'amministrazione.
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