Cantina e frantoio all’istituto agrario

La scuola ricava 500mila euro dalla vendita di immobili inutilizzati e costruisce una struttura all’avanguardia
TERAMO. L’istituto agrario si mette al passo con i tempi: si dota di cantina e frantoio e anche di un museo delle etichette del vino. E’ il momento finale di un’operazione varata un anno fa dal vicepreside Carlo Matone, che insieme all’allora preside Silvia Manetta, ha messo all’asta parte del cospicuo patrimonio immobiliare della scuola. Soprattutto terreni e rustici in abbandono, che hanno fruttato all’istituto agrario circa 500mila euro. Fondi preziosi che serviranno a creare una struttura all’avanguardia, sotto diversi aspetti a servizio degli studenti, e non solo.
La nuova preside dell’Agrario e dell’Alberghiero, Caterina Provvisiero, annuncia che ormai la progettazione della cantina-frantoio si sta concludendo: «contiamo di affidare i lavori entro la fine dell’anno e cercheremo di fare in modo che la struttura sia pronta per l’anno scolastico prossimo». La dirigente scolastica è determinata a velocizzare i tempi «della struttura che servirà in primis a far affrontare allo studente tutto il processo, dalla racconta di uva e olive alla produzione con le tecniche più moderne. Sarà una base importante per i ragazzi, completata dai progetti di alternanza scuola-lavoro che abbiamo già in corso in importanti aziende, sia locali che nazionali. Le due figure professionali formate nel nostro istituto, l’agrotecnico e il perito agrario, sono molto richieste nel mondo del lavoro». Ovviamente i ragazzi già si cimentano anche nella raccolta dell’uva e delle olive, di cui però non possono eseguire, ad esempio, la molitura. «Noi vorremmo essere un punto di riferimento anche per le aziende vitivinicole d’Abruzzo», aggiunge Antonio Bruni, docente e capo dipartimento, «noi potremo organizzare dei convegni, che rappresentino momenti di sintesi di tutte le questioni più importanti per la categoria, nella sala convegni di cui sarà dotata la struttura. E possiamo diventare un punto di riferimento, anche a livello scientifico, per l’agricoltura provinciale e regionale».
Senza dimenticare che frantoio e cantina serviranno per sostenere l’attività imprenditoriale della scuola, che produce olio e vino. «Accanto alla collezione ampelografica con 18 varietà di uva», spiega Provvisiero, che sottolinea il grande e “coraggioso” lavoro dell’ex preside Manetta, «e a un vigneto già esistente stiamo impiantando un nuovo vigneto a tendone con cultivar locali, ad esempio Cococciola, Montonico o Passerina. E in progetto c’è un nuovo uliveto super intensivo, oltre a un frutteto innovativo e sperimentale, basilare per fini didattici. Un altro progetto è la trasformazione del grano duro, che noi coltiviamo, in pasta secca. Insomma, l’idea finale è arrivare a uno spaccio aziendale: sembrerà ambiziosa ma vedo i miei collaboratori convinti». A completare cantina e frantoio ci sarà il museo, che esporrà le bottiglie dei principali vini abruzzesi. Di particolare pregio architettonico, poi, la struttura da circa 400 metri quadri, su due livelli, che sarà realizzata accanto alla scuola. L’ha progettata l’architetto Imeria Centinaro. Una facciata ricorderà con una figura ovale, un chicco, e dietro spunteranno dei merli ghibellini. «La forma della facciata deve comunicare», spiega l’architetto, «E’ il vino che si fonde con l’arte: l’elemento architettonico dev’essere un’opera d’arte, come arte sono il vino e l’olio. Il risultato deve essere funzionale, ma anche emozionale».
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