Caos 5 Stelle, Berardini: il portavoce resto io

«Della Figliola è un abusivo, mi ha sfiduciato con un sondaggio sul web in cui hanno votato in sei»
TERAMO. «Chi è Della Figliola?». Il capogruppo del Movimento 5 stelle in consiglio comunale Fabio Berardini replica così alla sfiducia comunicatagli da Claudio Della Figliola. La guerra esplosa nell’M5s da quest’estate ormai è senza esclusione di colpi e divampa travolgendo tutti i protagonisti della campagna elettorale di maggio. A luglio la consigliera Paola Cardelli è stata sfiduciata dall’assemblea riunita da Della Figliola con un atto non riconosciuto da Berardini, ex candidato sindaco del movimento, che ha difeso la sua “collega”. Quest’ultima, denunciando «ulteriori gravi episodi» di cui sarebbe stata vittima, mercoledì ha annunciato la propria fuoriuscita dal movimento e ha lanciato pesantissime accuse nei confronti dei suoi detrattori. Berardini, a quel punto, le ha chiesto di dimettersi dal consiglio comunale per coerenza con i principi del movimento, ma a sua volta è stato bersaglio di una nuova bordata da parte dei contestatori. Secondo Della Figliola anche l’ex candidato sindaco e l’amministratore del Meetup Giacinto Palmarini dovrebbero lasciare i rispettivi incarichi. Entrambi, infatti, sarebbero colpevoli di aver dato man forte a Paola Cardelli che avrebbe «gettato la maschera» con la decisione di abbandonare l’M5s.
La sfiducia a carico di Berardini sarebbe stata avallata nel corso di un’assemblea in cui Della Figliola avrebbe ricevuto l’investitura ufficiale a portavoce dei grillini teramani per i prossimi tre mesi. Berardini, però, non attribuisce la minima validità a queste deliberazioni. «Gli unici titolati a parlare a nome del movimento sono gli eletti», ricorda e passa al contrattacco. «Della Figliola è un portavoce abusivo», replica, «rappresenta solo se stesso». Altro che assemblea, insomma. «E’ stato nominato con quattro voti», insiste il capogruppo in Comune, «in totale assenza di trasparenza, visto che non è stato neppure pubblicato il verbale della seduta». La sfiducia nei suoi confronti, inoltre, secondo Berardini sarebbe stata sancita da un sondaggio sul web nel quale «hanno votato sei persone». La conseguenza, dunque, non può essere altra se non quella che sia Della Figliola a togliere il disturbo. «Dovrebbe essere lui ad andarsene», precisa Berardini, «dopo aver compiuto queste azioni contro i principi democratici del movimento e gli eletti».©RIPRODUZIONE RISERVATA

