Capponi: «Adesso mi aspetto giustizia»

20 Settembre 2018

Manifestazione e convegno sul caso della vigilessa licenziata. Solidarietà della consigliera di parità

TERAMO. «Mi aspetto giustizia, anche se adesso per la giustizia sono colpevole». Con queste parole Anna Capponi, la vigilessa licenziata per la seconda volta un mese fa dal Comune, ha dato il via alla manifestazione organizzata in sua solidarietà (nella foto). Sotto la pioggia, con un grande striscione con su scritto “#iostoconannacapponi” una ventina di persone hanno manifestato davanti al comando della polizia municipale, ieri pomeriggio. La vigilessa licenziata per due volte dopo le accuse di molestie sessuali e mobbing al comandante del corpo che non hanno trovato conferme in sede giudiziaria ha parlato della lunga battaglia sostenuta nelle aule giudiziarie a cui si somma ovviamente l’aspetto umano. «Non a caso si parla di stalking e mobbing nei miei confronti», commenta Capponi, «i diritti sono fondamentali per tutti e io mi sento discriminata. Sto sostenendo una battaglia e per fortuna ho il sostegno di mio marito e di mio figlio, che mi ha spronata ad andare avanti. Non a caso ho fatto la denuncia alla consiglierà di parità». E ieri pomeriggio era presente anche la consigliera di parità della Provincia, Monica Brandiferri, che ha voluto dare la propria solidarietà alla vigilessa licenziata: «Non deve passare il messaggio che se una donna denuncia deve essere licenziata. Lei rappresenta tutte le donne che hanno subito vessazioni di diverso genere, da quelle fisiche alle psicologiche». A seguire, dalle 17.30, si è tenuto il convegno all’hotel Abruzzi sul tema: “La legge sullo stalking e il caso di Anna Capponi”. (a.f.)
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