Cappuccini, gli affreschi si possono salvare
A Montorio manifestazione sul futuro della chiesa la cui facciata è stata coperta in parte con l’intonaco
MONTORIO. «Gli affreschi si possono salvare». E' la notizia confortante emersa nella passeggiata per salvare il complesso dei Cappuccini che per l'intera giornata di ieri ha animato il centro storico di Montorio e che si è conclusa davanti alla chiesa e al convento del 1600.
Una manifestazione per porre l'attenzione su questa struttura in completo abbandono . Situazione peggiorata dal fatto che nei giorni scorsi la facciata è stata deturpata da un'intonacatura, a opera di ignotim degli affreschi seicenteschi. "Siamo vicini ai Cappuccini" è stato lo slogan degli intervenuti (più di cento tra cittadini e le associazioni "Il Chiostro", "Fotografando" "Weekend'arte", Pro loco di Montorio, gruppo Fai Giovani Teramo, "Amici della piazza" e "Amare Montorio") al tour artistico guidato dalla storica d'arte Federica De Federicis che ha toccato dalla mattinata i siti architettonici più importanti del paese ed è approdata, nel pomeriggio, davanti alla chiesa dei Cappuccini dove c'è stata una riflessione corale sul futuro dello stabile. Sullo scempio agli affreschi Valentina Muzii, restauratrice opere d'arte e vicedelegata del Fai Teramo, ha considerato la rimozione dell' intonacatura «possibile, che non lascia danni, ma che deve essere svolta da professionisti».
Ma l'allarme è per l'intera struttura, già provata dal tempo e aggravata dal sisma del 2009. Nella chiesa ci sono, infatti, infiltrazioni d'acqua sull'altare principale e l'intero stabile è in totale abbandono. «Le condizioni sono gravi», ha spiegato Massimo Di Francesco, architetto, «alcune coperture sono crollate e il degrado è aumentato. Per riqualificarla sono necessari milioni di euro. Il primo passo da fare, almeno, è quello di limitare l'aggravarsi dei danni». In passato sono stati presentati vari progetti, mai realizzati. L'amministrazione comunale ha iniziato uno studio sul complesso ipotizzando una rifunzionalizzazione di tutto l'edificio. Ciò che però è necessario è che la chiesa di proprietà della Direzione centrale per il fondo dei beni di culto del ministero dell'Interno gestita dalla curia diventi di proprietà comunale come il convento. A tal proposito l'assessore alla cultura Alfonso Di Silvestro che ha ideato la manifestazione ha proposto il ricorso a un parere legale o a una petizione popolare.
Adele Di Feliciantonio
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