Carabinieri in via del Mare per il taglio di nove pini

Protestano le due consigliere di opposizione, i militari placano gli animi L’assessore Persiani: «Da loro non è arrivato alcun vero progetto alternativo»
MARTINSICURO. Ieri mattina sono iniziati i tagli dei nove pini di via del Mare, dove il Comune intende rifare il marciapiede dissestato dalle radici, e com’era prevedibile l’operazione è partita tra tensioni e polemiche. Si sono presentate sul posto le consigliere di opposizione Marta Viola (Europa Verde) e Simona Lattanzi (Bene Comune) esprimendo ancora una volta la loro contrarietà all’abbattimento degli alberi. Ci sono stati momenti di tensione e sul posto, per placare gli animi, sono arrivati i carabinieri. Dopo un breve incontro delle consigliere con alcuni amministratori le rispettive tesi sono rimaste intatte e la ditta ha iniziato l’abbattimento. Gli amministratori hanno confermato che è stato fatto tutto l’iter necessario per procedere al taglio mentre l’opposizione ha ribadito l’intento, annunciato giorni fa, di rivolgersi alla Corte europea.
Intanto ieri la via è stata chiusa al traffico: lo sarà fino al taglio di tutte le piante e successivamente, fino a fine lavori, la strada sarà a senso unico con direzione est (da via Battisti fino al lungomare), in modo da garantire adeguati spazi per il cantiere. «I lavori», fa sapere il sindaco Massimo Vagnoni, «andranno a ripristinare un marciapiede da tempo dissestato, sul lato nord, e a risolvere diversi problemi di sicurezza per gli abitanti della zona e per chi percorre la via». Di sicuro l’acceso dibattito tra amministrazione e minoranza, per la precisione i gruppi Europa Verde e Bene Comune (e non il Pd), continua. «Il motivo dei tagli», sostiene Simona Lattanzi, «è purtroppo, come al solito, la visione distorta dell’ambiente umano. Gli alberi vengono percepiti come intralcio a un intervento sbrigativo, ignorante, che non tiene conto del grande valore delle grandi alberature. Il progetto alternativo da noi proposto non aveva nessun costo aggiuntivo, anzi sarebbe costato meno visto che anche l’abbattimento incide sulla spesa totale. Si tratta solo di una chiara volontà, quasi ideologica, contraria per partito preso alle proposte che arrivano dalla nostra parte». «Non mi risulta», la pronta risposta dell’assessore ai lavori pubblici Monica Persiani, «sia stato presentato alcun progetto se non una bozza di render in A4 redatto credo da un agronomo. Nessun disegno con misure, né tantomeno computi metrici estimativi. Da quello che personalmente ho potuto intuire, a seguito dell'incontro fatto con le consigliere, la loro proposta prevedeva lavori di realizzazione di un'aiuola per tutta la lunghezza del marciapiede e relativo ampliamento dello stesso che avrebbe portato poi a espropri, risarcimento danni, realizzazione delle nuove recinzioni, eliminazione di parcheggi sul lato sud della via o di un senso di marcia. Il costo? Non ci è dato saperlo perché, ripeto, nessun computo era presente nel loro "progetto". Ma di certo non sarebbero stati i 70.000 euro che stiamo spendendo ora» .
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