Carambola mortale fra 3 mezzi: oggi c’è l’addio al sessantenne

Il magistrato non ha disposto l’autopsia sull’uomo di origine albanese, che lascia moglie e figlia La dinamica appare chiara agli inquirenti, non si prospettano avvisi di garanzia per omicidio stradale
CONTROGUERRA. La salma di Agron Gjata è stata riconsegnata ai familiari, che oggi alle 14.30 renderanno l’ultimo saluto al 60enne di origine albanese morto tragicamente venerdì sera in un incidente stradale avvenuto lungo la strada provinciale 1 del Tronto. Non ci saranno funerali ma solo l’estremo saluto al cimitero di Controguerra prima della tumulazione. Il magistrato non ha disposto l’autopsia ritenendo chiara, evidentemente, la dinamica dei fatti.
Erano circa le 18 quando Gjata, residente a Controguerra, da tempo in Italia – dove ha svolto diversi lavori – con moglie e figlia, stava percorrendo la provinciale verso il mare quando, nel tentativo di effettuare un sorpasso mal calcolato, ha toccato con il fianco posteriore destro della sua Nissan Juke un furgone Renault Master condotto da un 59enne di Alba Adriatica, uscito illeso dall’incidente. Nell’impatto con il mezzo industriale, la Juke del 60enne ha cappottato più volte provocando la morte istantanea dell’uomo per trauma toraco-polmonare. Nel frattempo, da un accesso laterale alla stessa Sp 1 all’altezza dello stabilimento industriale della Italfer, stava uscendo una Fiat Punto che è stata colpita dalla Nissan che cappottava. La Punto era condotta da un uomo di 58 anni di Ascoli Piceno, rimasto ferito in modo non grave. Sul posto sono arrivate due squadre di vigili del fuoco del comando di Ascoli Piceno e del distaccamento di Nereto per estrarre il corpo senza vita di Gjata. I vigili del fuoco hanno dovuto tagliare il vetro del parabrezza dell’auto rimasta su un fianco. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Sant'Egidio e di Corropoli per i rilievi dell'incidente, ascoltando la versione fornita dal conducente del furgone. Tutti i mezzi sono stati sequestrati, ma il pubblico ministero non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia e al momento non si prospettano avvisi di garanzia per omicidio stradale.
La famiglia di Agron Gjata si era ben integrata nella comunità controguerrese. La notizia è giunta velocemente ai connazionali presenti in zona fino in Albania, dove la tragedia è stata ripresa e ribattuta anche dai media. Tante le attestazioni di solidarietà da parte di albanesi e italiani giunte alla famiglia Gjata.
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