«Carcere invivibile», protestano i detenuti

28 Marzo 2019

Di Nanna diffonde una lettera e ribadisce: serve il Garante. Il direttore smentisce i problemi segnalati

TERAMO. Niente acqua calda, scale che si allagano ad ogni pioggia, illuminazione scarsa delle celle e assenza totale di attività rieducative. A denunciare una situazione esplosiva all’interno della sezione dell’alta sicurezza del carcere di Castrogno sono gli stessi detenuti, che hanno affidato la loro protesta all’avvocato Vincenzo Di Nanna chiedendogli di diffondere una lettera-denuncia del 3 settembre del 2018 che sarebbe rimasta lettera morta. Lettera inviata al magistrato di sorveglianza di Pescara e, per conoscenza, al comandante del carcere, al Provveditorato Lazio Abruzzo, al Dipartimento centrale di polizia penitenziaria, al tribunale di sorveglianza de L’Aquila e al Garante nazionale dei detenuti.
«La situazione descritta dai carcerati è a dir poco drammatica», dichiara il legale, «a partire dalle dimensioni invivibili delle celle, con sicura violazione dell’articolo 3 della convenzione europea per i diritti dell’uomo. Fra gli elementi di sofferenza i detenuti denunciano la mancanza d'acqua calda, che si somma ai disagi prodotti da allagamenti con rischio di cadute e infezioni: la pena dovrebbe essere finalizzata alla rieducazione del condannato o a mettere in pericolo la sua stessa incolumità?”».
Nella nota l’avvocato Di Nanna sottolinea come tra le criticità evidenziate dai detenuti ci sia anche quella relativa all'assenza di attività rieducative e ricreative e all’illuminazione insufficiente delle celle. «Se si considera infine la mancanza della possibilità di svolgere un lavoro dignitoso», conclude Di Nanna, «è facile comprendere cosa li spinga ad affermare di essere stati totalmente abbandonati. Una situazione grave e inaccettabile, che pone ancora una volta in luce l’urgenza e necessità di eleggere in Abruzzo il Garante dei detenuti: è incredibile dover sottolineare come la legge istitutiva, entrata in vigore quasi otto anni fa, non abbia ancora ricevuto applicazione».
Una situazione quella descritta dai detenuti attraverso la nota diffusa dall’avvocato Di Nanna, smentita dal direttore del carcere Stefano Liberatore. «Ci sono stati dei problemi ma sono stati risolti», dichiara Liberatore, «attualmente non mi è stato segnalato nulla. L’acqua calda c’è e non c’è nessun allagamento. Per quanto riguarda le attività trattamentali vengono fatte anche con i detenuti dell’alta sicurezza, sezione che sicuramente paga la presenza di numerosi circuiti ma al quale prestiamo attenzione. E questo a fronte della carenza di risorse umane che abbiamo». (a.m.)
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