Carcere, nuovo Sos per i pochi agenti: «Subito i rinforzi»

La Cgil dal sindaco chiede subito un consiglio straordinario Pettinaro: «Dopo l’annuncio del Governo nulla è cambiato»
TERAMO. Ci sono gli episodi di cronaca, che sistematicamente tornano a riempire le pagine dei giornali. Poi ci sono i numeri, a raccontare plasticamente una realtà faticosa che sembra ad un passo dall'implosione. Il carcere di Castrogno vive da tempo una condizione di criticità figlia di sovraffollamento, carenza di personale, scarsi investimenti. Le aggressioni, i tentativi di suicidio, le fughe tentate o riuscite come quella di un detenuto due settimane fa, servono a suonare la sveglia per qualche giorno ma spenti i riflettori tutto torna come prima.
Nei primi giorni di ottobre si sono registrati nuovi episodi, in particolare l'incendio di un materasso da parte di un detenuto: i fumi hanno costretto alcuni agenti a ricorrere all'ospedale. Il tutto «nel silenzio più assordante di un'amministrazione lontana e assente totalmente dai problemi che il personale si trova ad affrontare», dice Mauro Pettinaro, segretario della Fp Cgil. Ed è dalla Cgil, che il 2 ottobre con una delegazione provinciale e regionale ha incontrato il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, che questa volta si leva l'allarme e la richiesta di impegno delle istituzioni. Il sindacato ha chiesto al primo cittadino di bussare alla porta del ministero della Giustizia per rappresentare le ferite di Castrogno ed esigere interventi urgenti invitando il consiglio comunale di Teramo a riunirsi, in seduta straordinaria, per discutere della situazione del carcere. Pettinaro ricorda come cinque mesi fa fu il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, in visita alla casa circondariale, a snocciolare i numeri sulle assunzioni di agenti di polizia penitenziaria: 5.737 quelle annunciate a livello nazionale ma, dice il sindacalista, ad oggi a Teramo nulla è cambiato. «Calcolando che i penitenziari in Italia sono 190, ci dovrebbe essere una media di più di 30 assunzioni per carcere. I numeri decantati dal sottosegretario erano a testimonianza dell’operatività del Governo e della risposta riguardo la situazione del carcere teramano», prosegue Pettinaro ricordando come la Fp penitenziaria e Fp Cgil avessero già chiesto un intervento diretto del ministro della giustizia Carlo Nordio. Il sindacato lascia che siano i numeri a parlare: a Castrogno i detenuti sono 400, la capienza massima è di 255; gli eventi critici (aggressioni, atti di autolesionismo, tentativi di suicidio) dal primo gennaio ad oggi sono stati più di 1.500.
Il personale di polizia ha accumulato 14.000 ore di ferie non godute e sono 6.000 quelle in eccedenza da recuperare. Gli agenti in servizio sono 163, quelli previsti 216. Solo 9 le assunzioni, due quelle relative al Gom (gruppo operativo mobile non in forza presso il carcere), e 9 i pensionamenti/trasferimenti che mandano di fatto “in parità” gli agenti in entrata e uscita. «Ecco qual è la verità sul carcere di Teramo. Ci sembra evidente che non si è praticamente fatto nulla e con ancora più forza riteniamo che l’evasione della settimana scorsa sia stata a tutti gli effetti un’evasione annunciata», prosegue Pettinaro che per questo esorta giunta e consiglio comunale a prendere posizione e sollecita il provveditore Lazio-Abruzzo e Molise affinché convochi un incontro.
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