Cardiochirurgia, aumentano gli interventi

14 Ottobre 2022

TERAMO. «L'unità di Cardiochirurgia dell’ospedale di Teramo è sempre stata punto di riferimento regionale per il trattamento chirurgico delle patologie cardiache e nell’ottica di consolidamento e...

TERAMO. «L'unità di Cardiochirurgia dell’ospedale di Teramo è sempre stata punto di riferimento regionale per il trattamento chirurgico delle patologie cardiache e nell’ottica di consolidamento e rilancio di questa funzione, la direzione strategica ha perseguito un progetto che, facendo leva sulla introduzione di tecniche innovative, rendesse la cardiochirurgia teramana attraente anche agli utenti non abruzzesi»: così il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia ieri mattina ha aperto la conferenza stampa volta a fare il punto sull'unità operativa che dallo scorso maggio è guidata da Filippo Santarelli, professionista che ha maturato nel suo percorso una «solida esperienza nell’ambito della chirurgia mininvasiva ed endovascolare, attuale frontiera della cardiochirurgia» ha aggiunto Di Giosia.
Santarelli, presente in conferenza stampa, ha spiegato che «i vantaggi della chirurgia mini-invasiva sono innegabili e vanno dalla riduzione del trauma chirurgico alla ridotta alterazione dinamica respiratoria, alla conseguente riduzione dei tempi di recupero e di ricovero e del rischio di infezione di ferita, alla riduzione delle aderenze post-operatorie in caso di necessità di re-intervento oltre che del dolore post-operatorio e a un migliore risultato estetico e ridotte conseguenze psicologiche. Attualmente la Uoc di Cardiochirurgia ha incrementato del 20% l’attività chirurgica rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (maggio-agosto 2022). Un risultato ottenuto grazie al senso di abnegazione del personale che, d’estate, ha anche rinunciato alle ferie».
A dare una testimonianza diretta dei vantaggi che offre la chirurgia mininvasiva praticata al Mazzini ieri è stato un paziente, Claudio Di Donato, chef di Civitella del Tronto, che a giugno è stato sottoposto a una plastica mitralica in minitoracotomia. Di Donato ha raccontato di aver ripreso a camminare già due giorni dopo l'intervento e di aver lasciato l'ospedale dopo una settimana. Un recupero completo, senza dolori, e la possibilità di tornare in tempi brevissimi alle normali attività, comprese quelle lavorative.
Veronica Marcattili