Carletti: «Sono comunque numeri elevati»

La comandante della Polstrada: tragedie causate da velocità e disattenzione verso gli utenti deboli
TERAMO. «12 morti? Secondo me non sono pochi considerato che c'è stato il Covid, mi sarei aspettata un numero molto meno elevato e questo conferma l'andamento della provincia di Teramo, un territorio dove la mortalità sulle strade è storicamente preoccupante». Nadia Carletti, comandante della sezione della polizia stradale di Teramo, commenta così i dati raccolti dal Centro sull’anno appena trascorso. E, analizzando luoghi e modalità, aggiunge: «Tutti questi incidenti hanno ben poco a che fare con la struttura stradale, ovvero non è stata la struttura a determinarli. In tutti quanti c'è come costante la colpevole condotta umana: velocità in primis e disattenzione. Il 2020 ha confermato che gli incidenti avvengono per lo più nei centri abitati, spesso nei tratti urbani di strade statali come la 16, la 80, la 150 e la 259. Il problema è che ogni tipologia di veicolo ha bisogno di caratteristiche diverse della struttura stradale: là dove si mischiano traffico pesante e utenti deboli della strada come motociclisti, ciclisti e pedoni non possono non esserci problemi. Va notato», continua Carletti, «che negli incidenti mortali del 2020 l'utenza debole è quasi sempre coinvolta, e quasi sempre senza colpa. La mancata precedenza e il mancato stop da queste parti sono la seconda causa di incidente mortale dopo la velocità».
A proposito di velocità, la comandante della Polstrada annuncia un giro di vite sulla Teramo-mare. «Qui», dice, «stiamo provando a posizionare un autovelox digitale, che scatta foto a ripetizione. E ci siamo resi conto che le macchine che rispettano il limite, addirittura anche il vecchio limite di 110, sono pochissime. Facendo attività con il telelaser abbiamo già ritirato diverse patenti, agli automobilisti dico che questa attività verrà intensificata».
Un argomento che sta a cuore di Nadia Carletti è quello della prevenzione nelle scuole. «Quest'anno», dice, «non è stata svolta causa Covid. Dobbiamo riprenderla appena possibile, è un'attività importante e che dà risultati perché attraverso i ragazzi raggiungiamo i genitori, che se vengono ripresi dai ragazzi quando guidano senza cintura o telefonando si sentono mortificati e cambiano atteggiamento».(d.v.)
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