Caro gasolio, assemblea con Pepe per chiedere di abbassare i costi

19 Marzo 2022

Il consigliere regionale del Pd annuncia che chiederà di calmierare i prezzi a 75 centesimi al litro I marittimi sollevano anche il problema dell’insabbiamento dei fondali dannoso per le barche

GIULIANOVA. Ieri mattina sulla banchina di riva e poi nella sede dell’Ente porto, il consigliere regionale del Partito Democratico Dino Pepe ha incontrato i rappresentanti della marineria giuliese con le organizzazioni sindacali, assieme al presidente dell’Ente porto Valentino Fabrizio Ferrante e al comandante della guardia costiera Daniela Sutera. Gli armatori, ancora in stato di agitazione, sono reduci da una settimana di fermo, per via dell’aumento vertiginoso del prezzo del carburante che sta compromettendo seriamente l’attività di pesca.
Il consigliere Pepe durante l’incontro ha annunciato che presenterà un’istanza in consiglio regionale con la richiesta di calmierare i prezzi a 75 centesimi per litro: dell’eccedenza si dovrà fare carico la Regione, così come accade già in Puglia. «Porterò in consiglio regionale le tante problematiche sollevate dagli operatori del mare», ha detto Pepe, «a cominciare dalla proposta di abbattimento del costo del gasolio a 75 centesimi, che mi auguro venga accolta dalla maggioranza».
L’incasso del pescato giornaliero, come più volte è stato sottolineato dai marittimi, copre a malapena soltanto i costi del carburante, senza considerare le spese relative alla manutenzione delle barche e i compensi che spettano ai dipendenti. Nino Bertoni in rappresentanza di Coldiretti pesca, durante il suo intervento, ha polemizzato sulla «grande speculazione in atto, che è causa del rincaro del gasolio», affermando che «ha ora assunto costi ingestibili per gli operatori, nonostante il prezzo al barile non così elevato da giustificarne il prezzo».
Presente anche Flaviano Di Giosafat, segretario della Uila Pesca, rappresentante di circa 85 iscritti della marineria pugliese, specializzata nella pesca del pesce azzurro, il quale ha sollevato anche problemi inerenti ai parabordi deteriorati dall’usura, alla mancanza di bagni chimici, alle bitte insufficienti e alla carenza di box destinati alla riparazione delle reti. E sul nascituro consorzio, che presto gestirà il mercato ittico giuliese, è intervenuto così il presidente dell’Ente porto Ferrante: «Le imbarcazioni sono tornate in mare questa settimana fra mille difficoltà, fra cui il caro gasolio che annulla i margini di profitto: ci auguriamo che con l’avvio della gestione del mercato ittico possano migliorare le condizioni di offerta e di vendita del pesce, grazie all’incontro fra operatori della pesca e commercianti».
Fra i temi dibattuti in mattinata, continua a destare non pochi malumori tra gli armatori l’annoso problema dell’insabbiamento al porto; in particolare, Luigi Massi titolare del motopesca “Il faro” ha affermato di aver subito danni pari a 50mila euro a causa di questo fenomeno: «Le pale dell’elica della mia barca sono andate completamente distrutte, al rientro in porto, perché venendo a contatto con il fondale sabbioso si sono spaccate. Inoltre è impossibile fare il pieno di nafta: il peso eccessivo dato dal carico rischia di farci rimanere incagliati, specie durante la bassa marea». Erano presenti anche i rappresentanti delle associazioni dei caliscendi, che da tempo sono in attesa della realizzazione di una rete fognaria, che consentirà di usufruire dei servizi igienici e degli allacci dell’energia elettrica.
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