Caro gasolio, i pescatori: «Misure insufficienti»

Alla marineria di Giulianova non basta la proroga del credito d’imposta al 20% «Con il carburante a questi prezzi saremo costretti a fermarci di nuovo»
GIULIANOVA. La proroga del credito d’imposta al 20% da parte del Governo, decisa per fronteggiare il caro gasolio, non convince i marittimi giuliesi, che a tutt’oggi si dicono ancora vessati dall’esorbitante prezzo del carburante e la ritengono, pertanto, una misura insufficiente. Nei giorni scorsi la Camera dei deputati ha dato il primo via libera al provvedimento, che prevede un’agevolazione sull’Iva, con l’obiettivo di offrire un supporto economico al comparto della marineria fortemente in crisi. Così ha commentato Vincenzo Staffilano, coordinatore regionale di Federpesca: «Il credito di imposta al 20% è stato prorogato per altri sei mesi, ovvero fino a giugno compreso. Questo significa che i marittimi otterranno rimborsi per il carburante utilizzato per l’attività di pesca. Tuttavia il prezzo del gasolio sta continuando a lievitare, rendendo davvero impossibile il lavoro: comprendo la rabbia degli operatori, e vedo come possibile soluzione, anche se temporanea, l’opportunità di andare a mare a turni, per due giorni a settimana, in modo da garantire sempre il pesce fresco, scoraggiando così l’acquisto di prodotti di importazione e risparmiando sul carburante».
Una soluzione che, però, sembra non convincere la categoria degli armatori giuliesi, che insistono sul ribasso del prezzo del gasolio: a farsi portavoce dei colleghi è Giovanni Massi, titolare del motopeschereccio Il Faro: «Il credito di imposta al 20% risolve poco e niente per noi», dichiara l’armatore, «sicuramente è meglio di niente, ma resta una misura che reputiamo insoddisfacente. Il gasolio attualmente ci costa un euro e 35 centesimi a litro: usufruendo di questa misura, lo paghiamo un euro e 10, anticipando la spesa. Si consideri che noi abbiamo iniziato a scioperare a dicembre, quando il prezzo della nafta era arrivato a toccare i 90 centesimi. Di questo passo, arriveremo a un punto in cui sarà inevitabile fermarci nuovamente». E sulla proposta avanzata dal rappresentante di Federpesca, ovvero quella di andare in mare a turnazione, Massi afferma: «L’azienda, se non si lavora in maniera continuativa, non si mantiene: non possiamo stare in piedi stando fermi, per utilizzare un gioco di parole. Sono ormai sette mesi che siamo messi in questa maniera, e non si vede una via di uscita».
Sul via libera al credito di imposta, parole di soddisfazione giungono dal deputato leghista Antonio Zennaro: «Grazie a un emendamento della Lega al decreto legge Aiuti, sono in arrivo 23 milioni che daranno un supporto fondamentale anche al comparto della pesca abruzzese, colpito dalla crisi. Continueremo a proporre ulteriori provvedimenti e a sollecitare interventi per contrastare la speculazione sul caro gasolio».
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