«Cartelle da rottamare ovunque»

16 Dicembre 2016

Appello ad applicare la norma anche dove non opera Equitalia

TERAMO. Confesercenti Teramo da tempo sta attentamente monitorando la situazione delle cartelle esattoriali.

«Come organizzazione rappresentativa della piccola imprenditoria e del commercio», si legge in una nota dell’associazione, «prendiamo positivamente atto che il collegato fiscale alla legge finanziaria 2017 abbia tra i suoi elementi qualificanti la "rottamazione" delle cartelle Equitalia e il suo contestuale scioglimento entro il luglio 2017, ma dobbiamo anche rilevare che nella nostra provincia diversi Comuni si avvalgono per la riscossione di agenti diversi da quello pubblico, con il rischio di ingenerare una reale e disastrosa sperequazione qualora non fosse recepita la facoltà, meglio dire l'invito, del legislatore nazionale ad intervenire in tal senso. Abbiamo segnali concreti di come, a livello nazionale, già molti enti si stiano indirizzando, o comunque stiano valutando, questa giusta e sacrosanta scelta ma, allo stato attuale ancora non se ne ha contezza pubblica nella nostra provincia. Non è un mistero che sostanziosa parte della massa di cartelle esattoriali del territorio teramano sia da intestarsi alle microimprese. Nemmeno è un mistero il fatto che le imprese del piccolo commercio siano, sfortunatamente, tra le più rappresentate in questa classifica».

Confesercenti invita i Comuni a prendere atto della situazione: «Riconosciamo che molti piccoli imprenditori hanno avuto enormi difficoltà e sono in arretrato con i pagamenti fiscali nazionali e locali ma, è anche vero che questa moltitudine di imprenditori e commercianti, con la loro tenacia, e sobbarcandosi rischi personali, hanno tenute aperte aziende che hanno continuato a redistribuire reddito alle famiglie teramane e a sostenere l'occupazione. Vero anche che gli enti locali hanno a loro volta sofferto di questo. Bene, ora che dallo stato centrale viene un concreto segnale di aiuto che consentirà a tanti imprenditori di ritentare la strada della parificazione fiscale, quanto chiediamo, e riteniamo giusto e doveroso, è che non rimangano esclusi da questa possibilità anche coloro i quali, e nella nostra provincia sono tantissimi, hanno contenziosi di fiscalità locale aperti con agenti di riscossione diversi da Equitalia. Non solo sarebbe una grave ingiustizia, ma anche e soprattutto una occasione persa da parte dei comuni di rimettere in moto una concreta raccolta di somme che, se gravate da tutti i surplus esattivi attuali, difficilmente rientrerebbero».